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Fleri, il paese dalla seconda vita antisismica
Così si è ricostruito dopo il terremoto dell'84

Il 70 per cento delle costruzioni della frazione di Zafferana, 34 anni fa, fu dichiarato inagibili. Una persona rimase uccisa. Dopo la tragedia, la rinascita nel segno del cemento armato. A MeridioNews parla uno dei tecnici allora al lavoro. Guarda il video

«Chiunque dica che le case qui sono abusive afferma una buffonata». Il sindaco di Zafferana Etnea Alfio Russo è categorico. Rispondendo alle dichiarazioni di Paolo Berdini, ex assessore all'Urbanistica del Comune di Roma nella giunta di Virginia Raggi, che intervistato ai microfoni di Radio anch'io ha detto: «Al terremoto hanno reagito peggio le case moderne, quelle del Novecento... Soprattutto quelle sparse in campagna, in gran parte abusive perché siamo in Sicilia». Un'affermazione inserita in un lungo speciale sul sisma delle 3.19 del 26 dicembre, quando una scossa di magnitudo 4.8 e un chilometro di profondità ha fatto tremare l'intera provincia di Catania. Facendo registrare i maggiori danni nei Comuni di Zafferana (tra le altre, la frazione di Fleri), Acireale (frazione di Pennisi) e Aci Sant'Antonio (frazione di Santa Maria La Stella). «Abbiamo ricevuto mille richieste di sopralluoghi - spiega il primo cittadino zafferanese - Gli sfollati all'inizio erano 220, via via saranno meno. La città sta reagendo». E può farlo anche perché le case, ricostruite dopo il sisma del 1984, non si sono accartocciate su se stesse. «Se non avessimo costruito bene, a quest'ora piangeremmo i morti», dice un anziano residente.

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