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Il leghista che critica la chiusura del Cara di Mineo
«Inaccettabile, ma Salvini vuole tutelare territorio»

Vincenzo Gozza è stato da poco designato responsabile Lega per il Calatino, la terra dove il ministro dell'Interno sta mettendo la firma sulla smobilitazione del centro d'accoglienza. Soluzione che non piace al consigliere da tre anni volto del partito a Caltagirone

Francesco Vasta

Foto di: Tvr Xenon Caltagirone

Foto di: Tvr Xenon Caltagirone

Militare nella Lega ma giudicare «inaccettabile» la chiusura del Cara di Mineo non è una contraddizione. Non, quantomeno, secondo chi la interpreta. E con ordinario pragmatismo ne fa quasi una bandiera. Cose di quella Terza Repubblica, si dirà, dove l’esecutivo gialloverde si fa da solo maggioranza e opposizione, il tutto riassunto nella fede al Contratto di Governo. E dove Movimento 5 stelle e Lega, al netto dell'inflessibilità ideologica suggerita dai leader, all'insegna sempre del solito pragmatismo sanno essere concavi o convessi all’abbisogna. Per Vincenzo Gozza, 47 anni, consigliere comunale di Caltagirone, tutto si tiene. Fin da quando, tre anni fa, la sua carriera politica iniziata in Alleanza Nazionale incrocia la fatale fascinazione per Matteo Salvini. Non la solita salita sul carro: «Nella Lega c’è la mia identità di destra, sulla famiglia, sulle iniziative per imprese, riconosco i miei valori», spiega lui a MeridioNews. Ribadire che in Sicilia il Carroccio nordista è ricordo annebbiato nemmeno serve più. 

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