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Iblis, archiviazione respinta per Nino Strano
La Causa racconta e la Procura ci ripensa

Il suo nome era comparso di sfuggita tra le pagine dell'indagine. Per la sua posizione la procura etnea aveva presto richiesto l'archiviazione. Oggi non accolta da Luigi Barone, lo stesso giudice che ha disposto l'imputazione coatta per i fratelli Lombardo. Una decisione che segue un ripensamento degli stessi magistrati, dopo il pentimento del boss Santo La Causa e i suoi racconti sull'ex assessore della regione siciliana, del Comune di Catania e di Misterbianco. Alla sua terza tegola giudiziaria. Guarda la nostra infografica

Claudia Campese

Ancora un ripensamento nell'indagine Iblis sulle presunte collusioni tra politica, imprenditoria e mafia a Catania e provincia. Due anni dopo l'inizio delle investigazioni non si sono ancora esauriti i colpi di scena. L'ultimo riguarda il senatore Fli catanese Nino Strano, inizialmente iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa insieme ad altri nomi noti della politica siciliana. Tra tutti, il presidente regionale Raffaele Lombardo e il fratello Angelo, deputato nazionale Mpa. Stesso destino per i tre: lo stralcio della loro posizione prima, la richiesta di archiviazione della loro accusa da parte della Procura etnea dopo. Richiesta che oggi non è stata accolta dallo stesso giudice per le indagini preliminari, Luigi Barone. Decisione che segue un ripensamento degli stessi magistrati: la procura, infatti, fa sapere oggi di aver chiesto il 23 maggio una proroga delle indagini nei confronti del senatore. A cambiare lo scenario, le dichiarazioni del neo-pentito boss etneo Salvo La Causa. Se ne discuterà in una udienza fissata per il 3 luglio. Una vicenda giudiziaria che si va a sommare ad altre due ancora in corso nei confronti del senatore, tutte con sede a Catania. E tutte riferite alla sua lunga carriera politica: da membro del comitato centrale del Movimento sociale italiano a senatore, passando per un assessorato alla regione siciliana e in due Comuni etnei.

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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