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Sant'Agata, la candelora degli ortofrutticoli e Pellegrino
Durante la processione le urla in dialetto: «Ora abballa»

L'uomo, condannato per mafia in primo grado a nove anni, ha accompagnato il cereo della corporazione tra piazza Duomo e via Etnea. Ad affiancarlo Mario Maniscalco, dirigente dell'associazione che si occupa della struttura votiva. Guarda il video

Dario De Luca

Un ragazzo senza il tradizionale abito dei devoti di Sant'Agata, con addosso un giubbotto rosso, urla per due volte in dialetto. «Adesso balla!», e di seguito: «Balla ora!». La candelora degli ortofrutticoli, mentre si trova poco dopo piazza Duomo la sera del 12 febbraio, si esibisce nel tradizionale movimento, sorretta dai portatori e accompagnata dalla musica di trombe e tamburi di una banda. È il giorno finale della festa della patrona di Catania, quello della cosiddetta processione dell'Ottava, e ad aprire la strada al cereo dorato in stile barocco c'è anche Gaetano Pellegrino. Venditore di frutta, condannato a nove anni in primo grado per associazione mafiosa e fratello del piú noto Riccardo, ex consigliere comunale. La sentenza, arrivata lo scorso maggio, ha riconosciuto Gaetano colpevole di essere uno degli uomini di fiducia del capomafia del quartiere San Cristoforo Nuccio Mazzei. Pellegrino durante la festa è accompagnato da altre persone. Spesso si intrattiene a parlare con Salvatore Manero, che della candelora è il portatore principale, ma ad affiancarlo lungo tutto il tragitto è Mario Maniscalco, dirigente del cereo e rappresentante dell'associazione che gestisce la struttura in legno.

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