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Pd-Mpa, addio in Regione ma non a Gela
Il caso che imbarazza il candidato Crocetta

Dopo l'annuncio di dimissioni, il presidente siciliano autonomista Raffaele Lombardo è stato sfiduciato dai democratici. Nel Comune gelese, però, l’alleanza tra i due partiti continua. «Matrimoni nati da condizioni diverse», spiegano i responsabili. Ma le elezioni regionali sono ormai alle porte e tutto rischia di trasformarsi in un boomerang. Soprattutto per l'ex sindaco Rosario Crocetta, adesso candidato alla guida dell'Ars: contro l'alleanza regionale, ma sponsor di quella cittadina

Andrea Turco

«Incredibile è la Sicilia, e bisogna andare a Gela per constatare quanto è incredibile la Sicilia». Leonardo Sciascia avrebbe commentato così. Mentre il Partito democratico isolano ha deciso di sfiduciare il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo - solo dopo che il governatore ha annunciato le proprie dimissioni per il 28 luglio - a Gela l’accordo locale tra Pd e Mpa veleggia che è un piacere. Resta una ripartizione equa in giunta tra i democratici (sindaco e due assessori) e gli autonomisti (vicesindaco e due assessori). Ciò che vale alla Regione non vale in città. «Sono matrimoni nati da condizioni diverse – spiega il capogruppo Pd al consiglio comunale, Giuseppe Arancio - Lì si trattava di accordo esterno, qui di alleanza vera e propria» Gli fa eco il collega Terenziano Di Stefano, capogruppo Mpa: «Quello era un accordo post elettorale, il nostro è stato un accordo pre elettorale». Che suscita già le prime polemiche, in vista delle elezioni regionali di ottobre.

Un'alleanza di ferro che portò, dopo il ballottaggio tutto interno al Pd, alla vittoria dell’attuale sindaco di Gela Angelo Fasulo sul compagno di partito Calogero Lillo Speziale. Adesso che il governatore Raffaele Lombardo – fondatore dell'Mpa - non gode più dell’appoggio esterno fortemente caldeggiato dal capogruppo democratico all'Assemblea regionale siciliana Antonello Cracolici e dal senatore Pd Beppe Lumia, sembrava che anche a Gela gli equilibri dovessero mutare. Chi invece chiede una verifica politica viene rimesso al proprio posto. Come Miguel Donegani, deputato Pd all'Ars. «A che titolo l’onorevole Donegani si interessa delle strategie cittadine?», chiede Giuseppe (detto Pino) Federico, presidente della provincia di Caltanissetta, su cui ricade la città di Gela.

Ma le imminenti elezioni regionali metteranno a dura prova questa ed altre alleanze. Il due volte sindaco Rosario Crocetta - nonché sponsor del primo cittadino Fasulo, almeno prima del litigio sull'area mercatale cittadina - ha già dichiarato che intende candidarsi a Palazzo d’Orleans. Per farlo ha rinnegato persino il proprio amico e mentore Beppe Lumia, uno dei principali fautori dell’appoggio esterno al presidente Lombardo. Una matassa da districare: Crocetta fa parte del Partito democratico ma è contro l’accordo in Sicilia con il Movimento per l’autonomia; ha però appoggiato alle scorse elezioni comunali un candidato (poi vincitore) sostenuto anche dall’Mpa. Ancora una volta, ciò che vale per la Sicilia non vale per Gela.

[Foto di  Luca Raciti

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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