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All'asta l'ex stabilimento dei Costanzo a Misterbianco
«Bomba ambientale» nella zona commerciale in crisi

Il vecchio cuore dell'impero dei fratelli Carmelo e Gino Costanzo finisce sul mercato nell'ambito della procedura fallimentare guidata dal tribunale di Catania. Dopo lunghi anni di saccheggi e abbandono, il sito richiede ingenti investimenti. A cominciare dalla bonifica

Francesco Vasta

Foto di: Francesco Vasta

Foto di: Francesco Vasta

Una «bomba ambientale» all'asta per 14 milioni di euro. Dopo il fallimento decretato nel 2016, si è consumato in questi giorni un passaggio decisivo per il futuro del più importante simbolo di un'epopea industriale catanese ormai più che tramontata. Lo stabilimento abbandonato del gruppo Fratelli Costanzo spa situato a Misterbianco è in vendita e c'è tempo fino al 27 giugno prossimo per presentare un'offerta. Non finisce qui: molto presto finiranno sul mercato anche gli ultimi residui dell'impero imprenditoriale del cavaliere del lavoro Carmelo Costanzo e del fratello Gino. A breve, come apprende MeridioNews, dovrebbero infatti essere bandite le aste per immobili come, fra gli altri, il bowling di piazza Santa Maria di Gesù a Catania, l'ipermercato di Ognina e il complesso di capannoni devastati dall'incuria di contrada Codavolpe, a sud della città. Quella dei Costanzo è stata però una storia ricca di ombre, messe nero su bianco nel 1983 da Pippo Fava con la storica definizione di cavaliere dell'apocalisse mafioso attribuita a Carmelo Costanzo. E nonostante le assoluzioni nei processi restano i racconti dei principali pentiti di Cosa nostra. A partire dai rapporti tra Gino Costanzo e gli storici boss Giuseppe e Antonino Calderone. Proprio la sede di Misterbianco è entrata in numerosi racconti di collaboratori di giustizia come palcoscenico dei faccia a faccia con pezzi da novanta della famiglia Santapaola-Ercolano.

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