Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Mafia, carabiniere pagato per le informazioni al clan
Nell'inchiesta Gisella affari tra Misterbianco e Motta

Grazie al pentito Luciano Cavallaro è stato ricostruito l'omicidio, nel 1991, dell'ex vicesindaco democristiano Paolo Arena. Che sarebbe stato punito per il tradimento del clan clan Nicotra a favore di quello del Malpassotu. Guarda foto e video

Dario De Luca

Avrebbe bruciato l'identità di alcuni confidenti, oltre a fornire le giuste dritte per evitare i controlli dei carabinieri. Tutto dietro mazzette. Per gli investigatori, Gianfranco Carpino, in servizio nella stazione dei militari di Motta Sant'Anastasia ma oggi sospeso, avrebbe fatto il doppio gioco. Da un lato i favori al clan mafioso locale, dall'altro la fedeltà alla fiamma a tredici punte, simbolo dell'Arma. Il suo è soltanto uno dei nomi che fanno parte della lista degli arrestati dell'operazione Gisella. Portata a termine dai carabinieri su mandato della Direzione distrettuale antimafia. Sotto la lente d'ingrandimento gli affari nei territori di Misterbianco e Motta Sant'Anastasia della cosca dei Nicotra, storicamente conosciuti come Tuppi, che in dialetto siciliano equivale alla parola chignon. Segno distintivo dell'acconciatura dello storico patriarca Mario Nicotra, ucciso nel maggio 1989 nel suo bar a Misterbianco, durante la guerra di mafia con i rivali del clan Malpassotu, capeggiati da Giuseppe Pulvirenti.

Nel nuovo organigramma il ruolo di capo sarebbe spettato a  Gaetano Nicotra, detto lo zio Tano, fratello del boss defunto negli anni '90. Con lui ci sarebbero stati il nipote Antonio Tony Nicotra e il giovane fratellastro di quest'ultimo, anch'egli all'anagrafe registrato come Gaetano Nicotra. Ma il vero braccio destro del capo sarebbe stato il fidato Antonino Rivilli detto grilletto d'oro. Indicato dagli affiliati del gruppo di Motta Sant'Anastasia con il nome in codice Gisella. Secondo la ricostruzione degli inquirenti tra i due gruppi si sarebbe creata un'asse criminale. In cui i Nicotra sarebbero a più riprese intervenuti per risolvere problemi. A marzo 2017, quando Rivilli viene scarcerato dopo un arresto risalente al 2013, nella sua abitazione a Misterbianco si recano diversi pregiudicati. Uniti nel festeggiare il ritorno in libertà con tanto di fuochi pirotecnici sparati in strada

Il vero punto di non ritorno dell'inchiesta è però la ricostruzione dell'omicidio di Paolo Arena. Plenipotenziario della Democrazia cristiana misterbianchese, vicino alle posizioni di Giulio Andreotti e Nino Drago, ucciso mentre si recava in municipio il 28 settembre 1991. Dietro ai colpi di fucile che gli vennero sparati al petto ci sarebbe stata la mano di Luciano Cavallaro. Sicario reo confesso che dal 2016 ha iniziato a collaborare con i magistrati. Nel commando di fuoco insieme a lui ci sarebbe stato un secondo uomo. Ma la sua identità, almeno per il momento, non è stata rivelata. «Servono altri riscontri ma siamo sulla strada giusta», spiega durante la conferenza stampa il procuratore capo Carmelo Zuccaro. Ad avere un nome è invece il presunto mandante del delitto. «Si tratta di Gaetano Nicotra (il fratello del boss, ndr)», continua il magistrato. 

Giuseppe Piro

Emanuele Parisi

Lucia Palmeri

Gaetano Nicotra

Gaetano Nicotra

Antonio Nicotra

Antonino Navarria

Daniele Musarra Amato

Saverio Monteleone

Carlo Marchese

Alfio La Spina

Gaetano Indelicato

Carmelo Guglielmino

Filippo Distefano

Daniele Di Stefano

Vincenzo Di Pasquale

Luca Destro

Rosario Salvatore Cantali

Filippo Buzza

Giuseppe Avellino

Emanuele Agosta

Domenico Agosta

Francesco Spampinato

Giovanni Sapuppo

Antonino Rivilli

Vicesindaco, assessore ai Lavori pubblici, consigliere comunale e dipendente dell'allora Azienda sanitaria 35. Arena sarebbe stato « un politico corrotto». E per questo motivo finito tra coloro da punire. Imperdonabili i suoi favoritismi nel settore degli appalti, dopo l'uccisione di Mario Nicotra, al clan Pulvirenti. Per ricostruire con precisione i retroscena gli investigatori si sono affidati anche all'analisi di un vecchio pizzino. Una lista di nomi appuntata su carta e recuperata tra gli atti del maxi processo di Firenze, dove i Nicotra finirono imputati dopo la fuga in Toscana da Misterbianco. Inevitabili, durante la conferenza stampa, anche i riferimenti all'ex pentito Orazio Pino, ucciso la scorsa settimana in provincia di Genova. Alle sue spalle la lunga e sanguinosa militanza nel clan Pulvirenti, in cui ha rivestito la carica di luogotenente. Il procuratore Zuccaro cerca di minimizzare ma sono chiari i contatti con i colleghi magistrati liguri. Anche perché Pino in alcune interviste prima di morire aveva fatto trapelare le sue perplessità per la riorganizzazione militare del clan che aveva osteggiato da criminale. 

A Motta Sant'Anastasia, invece, a comandare sarebbe stato Daniele Distefano. Specializzato con il suo gruppo, secondo l'accusa, nei furti con cavallo di ritorno di mezzi agricoli tra le province di Catania ed Enna. Trascorsi tre giorni senza che qualcuno avesse fatto richiesta di restituzione il clan avrebbe proceduto alla vendita dei veicoli mediante l'intermediazione di soggetti specializzati, individuati dallo stesso Distefano o dal suo braccio destro Filippo Buzza. Nell'inchiesta c'è anche un risvolto patrimoniale. Perché gli indagati avrebbero rilevato alcune società, come la macelleria di Piano Tavola il cui gestore era sottoposto a usura ed estorsione, tanto da costringerlo a scappare nell'isola di Malta. Altra attività è il night Red lips, locale d'intrattenimento mascherato da associazione culturale. I sigilli sono scattati per beni con un valore complessivo di un milione e mezzo di euro

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Se la Sicilia trema

Tra poche realtà virtuose e molta impreparazione, viaggio nell'isola ad alto rischio sismico

Etna libera

Attività intensa e imprevedibilità. Per queste ragioni la Prefettura di Catania ha imposto delle restrizioni per l'accesso al vulcano attivo più alto d'Europa. Ma in molti tra scienziati, ambientalisti e semplici appassionati chiedono di sospendere queste misure

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×