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Perché il servizio Enjoy va via dalla città di Catania
«Clienti pochi ma rispettosi. Tanti gli atti vandalici»

Tutti i motivi per cui Eni ha deciso di ritirare dalla città etnea il car sharing. «La bassa massa critica ha generato un numero di noleggi ben al di sotto delle aspettative». A incidere sono stati anche i numerosi danni causati alle auto rosse in giro per la città

Marta Silvestre

Foto di: HJR

Foto di: HJR

Il servizio di car sharing Enjoy, gestito da Eni, dal 20 maggio lascerà Catania, dopo poco meno di tre anni dall'esordio avvenuto, alla vigilia degli Europei di calcio. «Catania, dal lancio del servizio avvenuto ha raggiunto un totale di circa 25mila clienti iscritti - spiegano da Enjoy a MeridioNews - Un rapporto rispetto al totale della popolazione con patente della città ben inferiore rispetto alle altre città in cui il servizio è attivo». Il capoluogo etneo era la città più a sud d'Italia (oltre a Firenze, Milano, Roma, Torino e Bologna) dove Eni aveva scelto di investire per un servizio di mobilità urbana basato sull'auto condivisa. «La bassa “massa critica” ha, quindi, generato un numero di noleggi ben al di sotto delle aspettative - aggiungono dalla società del gruppo Eni - e non confrontabile con quello delle altre città Enjoy».

I cittadini etnei hanno ancora pochi giorni, insomma, per usufruire delle Fiat 500 rosse da prendere in prestito e potere utilizzare in giro per la città con la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu e di avere accesso anche ad alcune zone a traffico limitato. I motivi del ritiro della flotta dal capoluogo etneo - che oggi conto solo 38 mezzi - sono stati sintetizzati dall'azienda a MeridioNews facendo riferimento a «un numero di cittadini iscritti inferiori alle attese che, unito al numero elevato di atti vandalici compiuti ai danni della flotta, non ha permesso di ottenere i ricavi necessari per raggiungere la sostenibilità economica del servizio». 

Nella città dell'elefante, diversi sono stati gli episodi di macchine trovate forzate o smontate da chi era attratto dai pezzi di ricambio, in particolare, in alcuni quartieri periferici. Per fare qualche esempio, nel marzo del 2017, una gazzella dei carabinieri ha sorpreso un uomo mentre provava a portare via dei componenti, dopo avere forzato la portiera dell'abitacolo. Un mese dopo, dopo un lungo inseguimento tra le vie del quartiere San Cristoforo, la polizia ha bloccato un ragazzo intento a rubare l'Enjoy. Nell'estate dello stesso anno, un 27enne è stato bloccato vicino al cimitero mentre provava ad aprire un'auto del car sharing

Nel giugno di tre anni fa, Eni decide di dismettere il noleggio dei 30 scooter messi a disposizione della popolazione oltre alle 500 rosse. A incidere sulla scelta sono i numeri dei clienti, fino a dieci volte inferiori rispetto a quelli delle automobili. A un anno dall'allargamento del perimetro per l'utilizzo della macchine, grazie a una partnership con la Società aeroporto Catania, però, viene ridotta l'area di copertura del servizio di car sharing con l'esclusione di alcune zone periferiche, come San Nullo, Nesima e Villaggio Sant'Agata. Iniziata come una vera e propria luna di miele, la storia tra Enjoy e Catania si è macchiata anche dei tanti casi in cui le auto sono state abbandonate nel parcheggio del dipartimento di Agraria. Auto rimaste sequestrate per l'intero fine settimana dietro i cancelli di via Santa Sofia e, dunque, sottratte alla possibilità di utilizzo da parte degli utenti. 

«I danneggiamenti, gli atti vandalici e i furti sono avvenuti nella maggior parte dei casi su auto non noleggiate - sottolineano da Enjoy - Il numero di episodi del genere però, purtroppo, è stato molto superiore alla media delle altre città». Dalla società tengono a sottolineare che «il comportamento dei clienti che hanno utilizzato il car sharing a Catania è stato sempre rispettoso delle auto e di apprezzamento per il servizio». Insomma a pagare lo scotto per gli atti vandalici e i furti saranno i clienti affezionati catanesi che hanno utilizzato le Fiat 500 rosse con diligenza.

Intanto, proprio nei giorni in cui Enjoy ha reso noto il ritiro del servizio dal capoluogo etneo, l'Amt (l'azienda di trasporto pubblico locale di Catania) insieme all'Amat di Palermo hanno annunciato che sottoscriveranno una convenzione per lo sviluppo del servizio di car sharing promosso dal ministero dell’Ambiente e individuato dal marchio nazionale Io guido car sharing. Un servizio già attivo a Genova, Parma, Roma, Padova, Arezzo e anche in diverse parti della Sicilia (Palermo, Trapani, Enna, Castellammare del Golfo, Scopello, Monreale, Alcamo, aeroporto di Palermo Falcone Borsellino e aeroporto di Trapani Birgi Vincenzo Florio). «Prevediamo a breve di poter far ripartire l'importante servizio a beneficio dei cittadini catanesi e dei turisti che visitano il capoluogo etneo», dice il presidente di Amt Giacomo Bellavia

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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