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Teatro Bellini, incontro di Musumeci con i sindacati 
«La soluzione è trasformare l'ente in una fondazione»

Il presidente della Regione ha incontrato i sindacati che, adesso, hanno 15 giorni di tempo per presentare il conto su spese di personale e costi di gestione. «Assurdo che solo il 25 per cento delle entrate sia destinato alla produzione», lamenta Musumeci

Gabriele Patti

Stabilizzare i finanziamenti per il teatro Massimo Bellini. Non prima, però, di avere fatto il punto sulla reale situazione economica dell’ente. È quanto trapela dalle stanze del palazzo della Regione di Catania a margine dell’incontro con il sindacato confederale a sigle riunite Cgil, Uil, Cisl e Snalv Confsal. Il prossimo appuntamento è già stato fissato tra 15 giorni, termine entro cui i sindacati dovranno assecondare le richieste della Regione e presentare il conto su spese di personale e costi di gestione

A pochi giorni di distanza dalla protesta messa in atto sul tetto del teatro Sangiorgi dai lavoratori precari del teatro Bellini, il presidente della Regione Nello Musumeci, alla presenza degli assessori regionali e del sindaco Salvo Pogliese, ha convocato i sindacati all’ex palazzo Esa di Catania. Quasi tre ore di confronto a porte chiuse - terminato a tarallucci e caffè - in cui Regione e sigle sindacali sembrano aver trovato un accordo, quantomeno sui prossimi passi da seguire, per ridare dignità al teatro e ai lavoratori

A sentire i sindacalisti, però, sembra che l’incontro si sia svolto sotto l’egida del protocollo e nel rispetto assoluto delle forme lasciando ai rappresentanti pochi spazi per interventi da 15 minuti. «Per il resto - si vocifera tra i corridoi dell’ex palazzo Esa al termine dell’incontro - ha parlato il presidente». Musumeci ha assicurato che non c'è nessuna volontà di affossare il teatro ma che occorre trasformare l'ente in fondazione. 

«Noi siamo per la trasformazione dell’ente in una fondazione - dichiara convinto Musumeci - Ormai, così com’è, il teatro non risponde più alle esigenze di un mutato contesto economico, sociale e culturale». Per l’inquilino di palazzo d’Orleans la soluzione sarebbe l’affidamento ai privati. «Riteniamo - prosegue - che sia assurdo che il 75 per cento delle entrate sia destinato al personale e soltanto il 25 per cento alla produzione. Una patologia di cui dobbiamo prendere atto». 

Da quanto emerso dall’incontro, il piano del governo regionale mira anche a una contaminazione positiva e all’apertura alle scuole sfruttando il circuito del teatro Bellini Festival. «Speriamo - conclude Musumeci gettando il guanto ai rappresentanti dei lavoratori - che queste soluzioni vengano condivise anche dai sindacati. Se dobbiamo cambiare, dobbiamo essere in due a farlo». 

Le richieste della Regione sembrano ottenere il placet delle organizzazioni sindacali che raccolgono la sfida lanciata e si dicono pronti a collaborare. «Siamo stati sfidati - afferma il segretario generale della Cgil etnea, Giacomo Rota - al cambiamento e al miglioramento del teatro. Una sfida che intendiamo cogliere insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, a condizione che tutto questo abbia il teatro come protagonista e i lavoratori come soggetti da tutelare». Anche la Cisl si è detta pronta a collaborare. «Il presidente - sottolinea Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania - ci ha chiesto di verificare le condizioni economiche del teatro. La prossima settimana presenteremo il conto in merito ai costi del personale. Vedremo poi la Regione cosa risponderà».

Alla luce dell'incontro, i lavoratori saliti sul tetto due giorni fa hanno deciso di sospendere la loro protesta ad alta quota, ma non il loro stato di agitazione e questa mattina si riuniranno in assemblea. «La riunione è stata positiva - afferma il segretario regionale Snalv Confsal Antonio Santonocito, ma aspettiamo di vedere fatti concreti. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro e attendono una svolta definita una volta per tutte».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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