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Playa, tartaruga marina depone 45 uova
Volontari: «Non succedeva da 35 anni»

Nasceranno intorno alla metà di settembre e torneranno in mare da dove la mamma li ha lasciati: dalla spiaggia del lido Le Palme, sul litorale catanese. Il nido è stato messo al sicuro dalle onde dai volontari del Centro recupero fauna selvatica etneo. Che, felici, raccontano: «E' un ritrovamento importante, perché negli ultimi anni c'è stata una drastica riduzione di esemplari». Colpa dei pescatori e dell'inciviltà dell'uomo

Claudia Campese

«Non succedeva da 35 anni, cioè da quando i lidi hanno occupato l'intero litorale della Playa catanese. Ma adesso anche le tartarughe si stanno adeguano alla convivenza con l'uomo». Come la femmina di Caretta caretta – la tartaruga marina più comune del Mediterraneo – che ha scelto la spiaggia del lido etneo Le Palme per deporre le sue uova. Un ritrovamento importante, tanto più che «negli ultimi anni si è assistito a una loro drastica riduzione», spiega Grazia Muscianisi, volontaria del Centro recupero fauna selvatica di Catania. Colpa della pesca selvaggia, soprattutto in passato, e dell'inciviltà dell'uomo. Tra un mese circa, però, quarantacinque nuovi tartarughini – se tutto andrà bene – raggiungeranno il mare.

La scoperta è stata fatta tre giorni fa dal personale del lido, durante le operazioni di pulizia mattutine. «Hanno riconosciuto subito il nido con le uova – continua Muscianisi – Perché la mamma era stata vista gironzolare per la spiaggia una settimana fa». Un giro di ricognizione prima di decidere il luogo della covata. Purtroppo non proprio azzeccato: «Sulla battigia, a pochi centimetri dal mare – racconta la volontaria – Forse perché la tartaruga aveva difficoltà ad andare avanti oppure perché è stata spaventata da qualcosa». Secondo i volontari, le onde avrebbero potuto portare via un cinquanta per cento delle uova.

Grandi come una pallina da ping pong, ne sono state ritrovate quarantacinque. «Ma una caretta caretta depone 100-120 uova alla volta». Un gran numero di prole, che però si fa attendere parecchio. «Una femmina depone a partire dai 30-40 anni in poi – spiega Muscianisi – e vive, se la fortuna la assiste, fino a 70-80 anni». Una vita longeva messa sempre più a repentaglio dall'uomo. Dai pescatori, soprattutto in passato, che le catturavano per cucinarle. Dalle reti da pesca e dall'inquinamento oggi. «Le tartarughe marine non sono pesci, hanno i polmoni come noi e respirano fuori dall'acqua. Se impigliate nelle reti, non riescono a salire a galla». Oppure alla Caretta caretta può capitare di scambiare un sacchetto o una bottiglia di plastica per una medusa «di cui sono ghiotte». Materiale gettato con noncuranza dall'uomo ma letale per gli animali.

Più fortunata è stata la mamma tartaruga della Playa. Forse catanese anche lei. «Non sappiamo se sia una coincidenza, ma le femmine hanno una memoria eccezionale – racconta Muscianisi – Se possono, vanno a deporre nel luogo dove sono nate». Marca liotro o no, la Caretta caretta è stata fortunata: il lido Le Palme, scelto per la sua covata, è proprio una delle postazioni del centro recupero fauna selvatica per gli avvistamenti di spiaggiamenti e arrivo degli animali e le eventuali liberazioni. Le uova rimarranno lì, controllate dal personale e dai volontari, aiutati da un sistema di videosorveglianza. «Le abbiamo allontanate dalle onde, ma non troppo. I tartarughini sono indipendenti da subito e, se non trovassero con facilità il corridoio per il mare, si perderebbero sulla spiaggia». Nasceranno a metà, massimo fine settembre. Appena dopo l'affollata stagione estiva. «Con la tranquillità e il silenzio necessari».

[Foto di murilocardoso

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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