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Le dimissioni dell'assessore Russo
«Voleva cambiare la politica, molla ora?»

«Basta, torno in magistratura». Massimo Russo, per quattro anni assessore tecnico alla Salute nel governo regionale di Raffaele Lombardo, si è dimesso. L'ex magistrato - sostituto procuratore a Trapani sotto la guida di Paolo Borsellino, poi alla Dda di Palermo - dopo la nomina di Gianfranco Miccichè a candidato presidente della Sicilia si è detto «stanco di avvoltoi e rapaci della politica». «Ma davvero pensava di cambiare Lombardo? Davvero ora alza bandiera bianca?» si chiede un nostro lettore, Pino Fusari, in una lettera-riflessione in cui invita Russo a «resiste, chiedendo aiuto ai cittadini»

Redazione

Caro Dottor Russo,
cosa si credeva quando abbracciò questo percorso politico che sarebbe riuscito a cambiare veramente qualcosa, a cambiare i punti di riferimento di “politici” della stazza di Raffaele e distinti altri Signori? Ma allora non ci faceva c'era proprio, si direbbe...
Mi scusi se mi permetto, con garbo, però vorrei dirle che è stato un poco presuntuoso anche rispetto a tutti i suoi colleghi ed a quei milioni di siciliani che glielo avevano detto e già sapevano come sarebbe finita; quei siciliani che guardavamo con disincanto la sua parabola politica, il dubbio era che potesse finir male e così quel “partito” (qui intendo tutto quel modo di far politica e non solo l'Mpa) l'avrebbe potuta arruolare tra le sue fila, così è finita come ci aspettavamo che finisse, cioè che un giorno finalmente Lei si è reso conto e da “persona sana” - civilmente parlando - li ha mandati a quel paese. Un poco tardi ma meglio tardi che mai, si dice.
L'aspetto che fa rabbia adesso è sentirla parlare, adesso, come uno di noi, solo che Lei è stato nella stanza dei bottoni, solo che Lei, che non è un politico dei loro, sa come funzionano e proprio adesso decide di mollare. Mi scusi ma Lei, che non era un politico, adesso è un politico e così Lei adesso, secondo me ha il dovere di continuare, Lei che adesso si è trovato nell'impiccio di doversi “licenziare” da quel percorso ha il dovere di renderci conto e ragione di come è andata e del perchè la “buona” politica contratta con la “cattiva” politica e del perchè la “cattiva” vince sempre. Mi permetta, io che sono un emerito ignorante – politicamente parlando – vorrei sapere da Lei chi, come e cosa le è stato difficile fare in un campo così “delicato” e strategico come la sanità siciliana; mi chiedo ma se ci credeva con Raffaele perchè non crederci con altri e così perchè non cambiare casacca e continuare a correre per quei principi ed obiettivi che ha perseguito fino a qui?
Adesso ha paura di essere trascinato in qualche aula di Tribunale per colpa di qualche ultimo provvedimento acchiappavoti? A sentire l'assessore Vecchio si potrebbe pensare.
Allora dott. Russo la sua è una ritirata, una bandiera bianca, oppure ci possiamo ancora aspettare qualcosa da qualcuno prima o poi, magari da qualcuno che ha più resistenza di Lei, che riesce ad accettare la sfida e quando il gioco si fa duro chiede aiuto a noi cittadini che qualcosa sempre a poco a poco capiamo. Cosa ce ne facciamo del fetore sotto il suo naso se non arriva anche a noi il disgusto; della sua “fuga”, saturazione, nobiltà, coerenza, coscienza, senso civico, cosa ce ne facciamo se Lei se ne va. Un altro che molla, qualcuno penserà che magari si è sistemato le sue cose e poi se n'è andato, io lo so che non è così, però questa storia che «questa politica non la capisco nè la voglio capire» detta da uno come Lei è incredibile: e come non lo sapeva prima? Boh...

Pino Fusari

[Foto di lorca56]

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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