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Mafia, ostaggi mandati in Albania per pagare la droga
Patto Mazzei-Santapaola su spaccio a Misterbianco

Due persone a garanzia del saldo della fornitura di stupefacenti dal Paese balcanico. «Prassi che testimonia mancanza di piena fiducia», spiegano gli inquirenti. Tra gli affari estorsioni «come cappa di piombo sul territorio». Guarda il video e le foto

Marta Silvestre

Ostaggi a garanzia dell'estinzione del debito della fornitura di droga nei confronti dei trafficanti albanesi. Da questo episodio prende il nome l'operazione Hostagecoordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Catania, che ha portato all'arresto di 12 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio, ed estorsione con l'aggravante di avere commesso il fatto sia con il metodo mafioso che al fine di favorire l'associazione. Da una parte i Mazzei (Carcagnusi) della squadra di Lineri (frazione di Misterbianco), dall'altra i Santapaola-Ercolano operativi sullo stesso territorio. «Una compresenza e un'alleanza di due organizzazioni organicamente collegate dal trait d'unione della droga», come sottolinea il procuratore capo Carmelo Zuccaro, e degli stessi fornitori albanesi con cui il rapporto di fiducia era ancora tutto da costruire.

Giri di droga di centinaia di migliaia di euro dall'Albania. Pagati, come da prassi, in diverse tranche. «I soggetti acquirenti hanno lasciato in pegno ai trafficanti albanesi (non ancora identificati) da cui si rifornivano due persone, alternativamente, che dovevano garantire il pagamento degli stupefacenti - continuano i magistrati - Non è un fenomeno frequente ma una prassi mutuata dalle organizzazioni balcaniche che testimonia la mancanza di una piena fiducia tra le parti». Dagli accertamenti tecnici è emerso che le due persone - anch'esse indagate nel procedimento penale - sono state inviate su richiesta dell'organizzazione criminale nel territorio albanese. Prima una e poi l'altra complessivamente per un periodo di circa due mesi durante i quali hanno inviato messaggi allarmati, prima che venissero sequestrati anche i loro telefoni, fino a quando il debito di un primo carico di droga non è stato saldato. «Questo metodo di pagamento è una prassi consolidata nell'acquisto della droga che non è sintomo di una crisi economica dei gruppi - precisano gli inquirenti - anche se è pure vero che ultimamente hanno difficoltà a pagare gli stipendi dei detenuti». 

Orazio Coppola

Pietro Cosentino

Agatino Costantino

Alessio D'Agostino

Carmelo Distefano

Salvatore Imbrociano

Salvatore Licciardello

Eugenio Mascali

Il ruolo di promotore sarebbe stato rivestito da Orazio Coppola del gruppo della squadra di Lineri-Monte Palma in accordo con la famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano per conto di cui avrebbe agito Carmelo Distefano. Dalle indagini - condotte tra settembre 2016 e 2018 - è emerso inoltre che il clan Mazzei avrebbe gestito una piazza di spaccio a Lineri attraverso Alessio D'Agostino. Tramite Giovanni Ventorino e Giuseppe Quaceci, il gruppo avrebbe provveduto a rifornire di droga anche il mercato del Comune di Niscemi (in provincia di Caltanissetta). «È il segno - spiegano gli inquirenti - di un sodalizio mafioso in piena espansione  che cerca di farsi strada anche fuori dalla provincia etnea». Un’altra piazza di spaccio, operativa nel rione popolare di San Giovanni Galermo sarebbe stata, invece, gestita da Distefano sotto l'egida della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. 

Non solo droga. Altro affare per la squadra di Lineri - che costituisce un'articolazione territoriale della cosca mafiosa Mazzei nell'hinterland etneo - era l'imposizione del pizzo a commercianti e imprenditori locali. «È il modo in cui riescono a manifestare il loro controllo pervasivo sul territorio - commentano dalla procura - Una cappa di piombo che ostacola lo sviluppo delle attività economiche nella provincia e della cintura di Catania». Sei sono gli episodi estorsivi accertati nel corso dei due anni di indagini. In alcuni casi, il clan non si sarebbe limitato a pretendere la somme di denaro (come in occasioni delle festività pasquali e natalizie) ma, come accertato in un caso, avrebbe preteso la fornitura di arredi (mobilia e lampadari) per un valore di 20mila euro. «Le vittime delle estorsioni non hanno denunciato immediatamente - precisa il procuratore - ma, quando sono emersi elementi di prova tramite le intercettazioni, quattro di loro hanno risposto in modo positivo fornendo le proprie testimonianze». 

Tra i destinatari del provvedimento cui il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto la partecipazione all’associazione di stampo mafioso (clan Mazzei), figurano Orazio Coppola, attualmente detenuto, con il ruolo di capo promotore, Agatino Costantino, Salvatore Licciardello, Giovanni Ventorino, Salvatore Imbrogiano e Salvatore Quaceci. Nei confronti di Antonino Nicolosi, ritenuto responsabile di un episodio estorsivo in concorso con l’aggravante del metodo mafioso, il gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati portati nella casa circondariale di Bicocca di Catania.

Elenco degli arrestati

1. Orazio Coppola (classe 1964), pregiudicato, già detenuto
2. Pietro Cosentino (classe 1993)
3. Agatino Costantino (classe 1965), pregiudicato
4. Alessio D'Agostino (classe 1995)
5. Carmelo Di Stefano (classe 1984), pregiudicato, già detenuto
6. Salvatore Imbrogiano (classe 1978)
7. Salvatore Licciardello (classe 1958)
8. Eugenio Mascali (classe 1966)
9. Antonino Nicolosi (classe 1975), pregiudicato, per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari
10. Giuseppe Quaceci (classe 1993), pregiudicato
11. Salvatore Quaceci (classe 1978), pregiudicato
12. Giovanni Ventorino (classe 1961), pregiudicato

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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