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San Berillo, case con vista baraccopoli
Tra topi e prostituzione, residenti esausti

In via Archimede i balconi sono proibiti ai bambini. «Non vogliamo che i nostri figli assistano a certe scene», denunciano alcuni residenti. Proprio sotto i loro balconi si estende la più grande delle baraccopoli sorte in Corso Martiri della Libertà.  «Di notte i capi affittano le baracche alle prostitute», raccontano i cittadini che due anni fa si sono riuniti in comitato e hanno presentato numerose denunce. Ma nulla è cambiato. Mentre c'è scetticismo in vista dell'inizio dei lavori di riqualificazione: «Finiranno subito dopo le elezioni». Guarda il video e le foto

Salvo Catalano

«Non posso fare affacciare le mie bambine al balcone di sera, perché non voglio che vedano certe cose». Qerdourf Radouane è un commerciante di origini turche che abita insieme alla moglie e alle due figlie piccole in via Archimede, la strada parallela al Corso Martiri della Libertà. Quando apre le finestre del suo appartamento si ritrova davanti la baraccopoli più grande tra le tre cresciute dentro le voragini del viale. Case di lamiera, legno, plastica, circondate da montagne di rifiuti e apparentemente sviluppatesi senza logica. Salvatore Florio, giovane odontoiatra, residente nello stesso palazzo di Rabouane le chiama «ville», e dietro il caos, secondo lui, esiste una precisa organizzazione. «Quella più grande, al centro, è la villa del capo – spiega – è lì da più tempo, ha una recinzione più robusta delle altre. Le altre sono state costruite dopo; l’ultima, proprio a ridosso della strada, circa quattro mesi fa».

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