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Al viale Vittorio Veneto la «rivoluzione» che non piace
«Il traffico sta peggiorando». Ma il Comune non molla

«Prima le macchine avevano due corsie per senso di marcia, adesso solo una». Non solo le lamentele dei commercianti: il nuovo corridoio del Brt lungo l'affollata arteria non farebbe che congestionare ancor di più la viabilità, dicono i residenti

Redazione

«Non voglio più sentirmi dare dell'incivile, lasciamo che completino tutto e poi loro stessi si accorgeranno di quello che hanno combinato». Il grido di battaglia di un panettiere di viale Vittorio Veneto somiglia all'attesa sul fiume di colui che, prima o poi, vedrà passare il cadavere del nemico. Che, in questo caso, sarebbe l'amministrazione comunale di Catania e il «colpo di mano» della nuova corsia riservata ai bus al centro dello stradone e non più sul lato est. La ribattezzata «rivoluzione» viaria lungo l'importante arteria a nord-est della città ha già un bilancio salato: due incidenti e i più classici nervi a fior di pelle. Ok alla mobilità sostenibile, ok ai mezzi pubblici, ma non nel mio cortile (sindrome nimby, la chiamerebbe qualcuno: not in my backyard). Almeno: questo sembrerebbero dire residenti ed esercenti sulle barricate. O meglio, sui cordoli installati dall'altezza di via D'Annunzio a salire fino a piazza Michelangelo. Poi due corsie per i due sensi di marcia per le auto, e accanto ai marciapiedi le odiate strisce blu ritinteggiate fresche.

Ieri i commercianti hanno bloccato «pacificamente» gli operai che lavoravano alla nuova viabilità. «In origine il progetto prevedeva di piazzare i cordoli senza spostare la corsia, e invece proprio pensando ai negozi l'abbiamo spostata al centro. Lo spazio per i parcheggi ci sarà come sempre», annota l'assessore alla Polizia municipale Alessandro Porto. Ecco perché, in fondo, per il panetterie va bene l'attesa. «La gente potrà continuare a fermarsi con l'auto per comprare il pane o andare in farmacia - dice l'esercente Daniele Franco - ma la verità è che il problema del traffico rimane irrisolto: le file del viale Vittorio Veneto andranno solo a peggiorare». Il prezzo della mobilità sostenibile, secondo il fronte della protesta anti-corsia Brt, farà al contrario aumentare il caos di un'arteria già intasata. Collegamento vitale fra la circonvallazione, Picanello e la zona di Corso Italia e viale Vincenzo Giuffrida.

«Basta alzare lo sguardo e vedere che tutte le finestre sono chiuse, è impossibile tenerle aperte perché in mezza giornata i balconi si riempiono di polvere». Mario Reitano abita nella zona e si sta occupando di raccogliere firme e fare da raccordo fra chi non vuole la rivoluzione. La corsia preferenziale nasce nell'ottica dell'implementazione delle linee veloci Brt, chiodo fisso per la partecipata dei trasporti Amt e la giunta comunale. «Ogni sette minuti arriverà un autobus che farà scendere gente che proviene dai quartieri più lontani, i commercianti non avranno di che lamentarsi e ci saranno meno auto in giro», promette l'assessore Porto. Lo applaudono voci come Legambiente e Mobilità sostenibile: «La corsia è un progetto sensato, da difendere a ogni costo». Ma lo scenario non entusiasma la base. «Ci sono problemi per i commercianti come lo scarico merci - riprende il signor Reitano - e c'è il problema del traffico soffocante che si aggrava. Prima le macchine salivano e scendevano su due corsie, adesso su una sola».

Era già successo qualcosa di simile con il sindaco Raffaele Stancanelli, agli albori del Brt. Anche allora, in altre parti della città, le corsie per le auto si restrinsero e scattarono le proteste. Poi la novità fu digerita e quando il bus veloce venne ridimensionato in molti lo rimpiansero apertamente. «Se vogliamo una città moderna, non possiamo non pensare di completare il Brt», rilancia Porto che, in premessa, ammette comunque qualche svista. «Forse abbiamo peccato nell'informare i cittadini sull'avvio della misura, ma ho già chiesto di farci avere un documento con i suggerimenti per migliorare le cose, non abbiamo pregiudizi di sorta». Altra grande preoccupazione è il capitolo della scuola dell'infanzia Rapisardi, posta fra gli incroci con via Aosta e via Vicenza. «A settembre, con i genitori che prenderanno i bimbi, tutto andrà a peggiorare - sottolinea Reitano - e le fermate di cui parla l'assessore Porto saranno molto pericolose, specie per i vecchietti, perché si deve scendere in mezzo alla strada senza che ci sia lo spazio». A detta dei residenti, in un fazzoletto d'asfalto si verrebbe a creare un mix letale di passeggeri che lasciano il bus, le auto incolonnate sulle due file e quelle parcheggiate.

«Negli orari di punta ci sarà il divieto di fermata davanti alla scuola per agevolare i genitori - preannuncia l'assessore - e stiamo già valutando, assieme alla Sostare, di modificare il regolamento delle strisce blu riguardo il parcheggio degli abbonati nelle strade a vocazione commerciale. Vorremmo inibirlo per agevolare il ricambio delle auto». L'amministrazione, insomma, chiede pazienza e non retrocede. Sperando di sopravvivere a chi attende sul fiume: «Per ogni cosa che si fa, c'è sempre qualcuno che non la gradisce - aggiunge Porto - ma alla fine anche questa corsia verrà apprezzata».

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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