Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

I cassonetti abbandonati nell'isola ecologica
Polemica a Mascalucia. E l'assessore replica

Da giorni si discute della catasta di bidoni dell'immondizia «lasciati a marciare» all'interno del centro comunale di raccolta di Massannunziata. «Non sappiamo di chi siano», spiega l'assessore ai Rifiuti Alessio Cardì

Gabriele Patti

«Quei cassonetti sono destinati a incrementare in via sperimentale la raccolta esclusiva del vetro. Per questo non possiamo darli ai cittadini». Carmelo Marchese, responsabile dell’ufficio Igiene ed ecologia del Comune di Mascalucia, risponde così al mare di polemiche che in questi giorni sta intasando le pagine social dell’amministrazione. A riportare a galla la questione dei «cassonetti lasciati a marcire» nel centro comunale di raccolta dei rifiuti di Massannunziata è la pagina facebook Mascalucia doc con un post con tanto di foto dei contenitori impilati uno sull’altro in un angolo dell’isola ecologica. 

Alla pubblicazione sono seguiti numerosi commenti in cui i residenti sostengono di aver chiesto più volte un cassonetto in più e la Mosema, la società che fino a marzo – prima di entrare in liquidazione - si occupava della raccolta dei rifiuti di molti paesi alle pendici dell’Etna, avrebbe sempre risposto di no. Ma cosa c’è dietro quel no? A spiegarlo alla nostra testata è l’assessore ai Rifiuti Alessio Cardì. «Qualche anno fa – sostiene – Corepla diede i contenitori in concessione a Mosema per la realizzazione di una o due giornate settimanali dedicate esclusivamente alla raccolta del vetro». L’obiettivo? Scorporarla dalla plastica «perché – spiega il geometra Marchese – quest’ultima è più remunerativa rispetto alla spazzatura mista».

La decisione rientra nell’ottica di una rimodulazione del servizio che risale «ad almeno tre anni fa», ma che da allora non ha mai avuto seguito. Ma cosa è rimasto oggi? «C’è molta incertezza – sottolinea l’assessore Cardì - dobbiamo capire di chi sono questi cassonetti». Sì, perché l’aministrazione comunale, al momento, non ha idea di chi sia il proprietario dei contenitori. «Non sappiamo – prosegue - se gli stessi entreranno o meno a far parte del patrimonio in liquidazione della Mosema». E qualora si dovesse verificare che le pattumiere sono effettivamente di Mosema, qualunque intento dell’amministrazione, sarebbe privo di possibile operatività.

Il Comune in ogni caso si è detto pronto a trovare una soluzione per sciogliere il bandolo della matassa. «Stiamo cercando di capire – aggiunge Cardì - se il sindaco, tramite ordinanza, possa disporre la distribuzione di questi cassonetti perché qualora l’ente titolato, che non stiamo capendo chi è, ci dovesse autorizzare, noi a prescindere dall’avvio del progetto potremmo decidere di assegnarli alla normale raccolta porta a porta». Una situazione, dunque, «ingarbugliata» che vede quei cassonetti inutilizzati, sottratti ai cittadini e ammucchiati uno sull’altro e che, forse, troveranno un impiego quando la nuova ditta che si occuperà della gestione dei rifiuti sostituirà a tutti gli effetti la Mosema. «Forse dopo Natale», precisa Cardì.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Combine Catania

Dall'arresto dei vertici della squadra rossazzura alla reazione dei tifosi e della città

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews