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Fortè, Apulia salverà i supermercati di Pulvirenti?
I sindacati: «Garantire altri 140 posti di lavoro»

Continua la crisi dei negozi etnei di Antonino Pulvirenti, ma all’orizzonte potrebbe esserci una novità: a rilevare circa settanta punti vendita, infatti, potrebbe essere un altro gruppo della grande distribuzione

Carmelo Lombardo

Ci sarà una svolta alla difficile situazione dei supermercati Fortè? Allo stato attuale, le lamentele di sindacati, operai e fornitori dicono che la catena di punti vendita appartenente al patron del Calcio Catania Antonino Pulvirenti continua a navigare in uno stato di forte crisi. Ma a segnare una svolta potrebbe essere l’accordo che Meridi – l’azienda a cui fa capo marchio Fortè – starebbe per raggiungere con Apulia, un altro colosso della grande distribuzione meridionale. Secondo quanto previsto dalla trattativa, Apulia potrebbe prendere in locazione settanta punti vendita appartenenti a Fortè, compresi 350 dipendenti, occupandosi anche di fornire la merce ai supermercati.

La manovra potrebbe dare ossigeno all’azienda, permettendo di far fronte ai decreti ingiuntivi e colmare gli arretrati. Per questo motivo, l’azienda ha fatto appello al tribunale, chiedendo che venisse portata avanti la procedura di concordato preventivo sotto la guida di un commissario. «Lunedì ci sarà un incontro congiunto tra le sigle sindacali, Apulia e Meridi in cui si discuterà dell’accordo, ancora in attesa di definizione – afferma a MeridioNews Rosario Vizzini di Usi (Unione sindacale italiana) -. Noi faremo il possibile perché vengano presi in affitto 75 punti vendita, così da assicurare le posizioni di altri 140 dipendenti». 

Questo accordo sarà utile in vista di martedì, quando Meridi presenterà il piano utile per poter pagare i creditori. «Con la richiesta di concordato preventivo aperta da Meridi, tutte le spettanze arretrate vengono congelate nell’attesa che gli asseveratori nominati dal tribunale sistemino la situazione contabile – continua Vizzini -. Non stiamo parlando di un fallimento, Meridi ha assicurato che pagherà gli arretrati».

Meridi, che da una visura camerale dello scorso 31 marzo conta 95 unità locali per un totale di 615 dipendenti, è una delle tante attività inglobate all’interno di Finaria, la holding della famiglia Pulvirenti. L’ex presidente del Catania ne era a capo fino al 2015, quando è stato coinvolto nell’inchiesta Treni del gol, accusato di compravendita delle partite. Finaria, oltre Meridi che gestisce la catena di punti vendita, al suo interno comprende imprese agricole, il Calcio Catania e attività alberghiere: due di queste, il Mazzarò Sea Palace e Grand Hotel Atlantis Bay l’estate sono stati ceduti. 

Un grande reticolato di aziende al cui interno rimane aperta la questione Fortè, fino a poco tempo fa il punto di forza della famiglia Pulvirenti, ma che adesso sembra essere messo in discussione. Fino ad oggi, da quanto fatto emergere dalle sigle sindacali e dalle associazioni che tutelano le aziende rifornitrici dei supermercati, ci sarebbero richieste di sfratti da parte dei locatori e fornitori non pagati. Altrettanto grave sarebbe la situazione di molti dipendenti, i quali contestano i mancati pagamenti della 13esima del 2018, quattordicesima del 2019, Tfr non versati per cinque anni e mancati rimborsi del 730.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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