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Muos, la giunta Crocetta non fa dietrofront
L'assessore respinge il blocco dei lavori

Venerdì l'incontro di una delegazione di attivisti con l'assessore regionale all'Ambiente Mariella Lo Bello non ha portato novità. Cade nel vuoto l'ennesima richiesta di fermare in autotutela i lavori di installazione del mega impianto militare Usa a Niscemi. La Regione tuttavia dovrebbe firmare una richiesta di dati da incrociare tra tutti gli enti coinvolti

Redazione

Faccia a faccia tra una delegazione del comitato No Muos e il neo-assessore regionale all'Ambiente Mariella Lo Bello. Lo scorso venerdì, un gruppo di rappresentanti del movimento che si oppone alla costruzione del mega-impianto di antenne nella base di Niscemi ha incontrato la rappresentante della giunta guidata da Rosario Crocetta. Un incontro più volte richiesto, soprattutto dopo le dichiarazioni dell'ex sindaco di Gela che ha escluso l'ipotesi di bloccare i lavori avviati in contrada Ulmo. «Apertura al dialogo, condivisione e confronto», sono state le parole d'ordine di Lo Bello, in controtendenza con l'amministrazione regionale precedente. Ma ad accompagnare l'assessore è stato Giovanni Arnone, dirigente generale dell'assessorato anche durante il governo di Raffaele Lombardo e uno degli autori del via libera alla costruzione dell'impianto realizzato per conto del governo degli Stati Uniti.

Mentre il presidio per intercettare e bloccare la grande gru che dovrebbe servire a innalzare le antenne più alte prosegue da più di un mese, la delegazione ha rinnovato la richiesta di agire in autotutela, bloccando i lavori in attesa di verifiche più approfondite sul potenziale impatto sugli abitanti, sull'ambiente e sul traffico aereo siciliano. Un provvedimento da prendere in maniera urgente per permettere un monitoraggio della condizione di salute dei niscemesi attraverso anche la creazione di un registro tumori. L'informazione è un altro dei tasti sui quali ha battuto la delegazione: da oltre vent'anni, hanno denunciato nell'incontro, gli abitanti della cittadina sono rimasti all'oscuro di quanto accade dietro il filo spinato in contrada Ulmo. A cominciare dal divieto imposto ai militari di consumare l'acqua della zona perché considerata inquinata. A contaminare le falde sarebbe stato lo sversamento di carburanti nocivi circa dieci anni fa, ma della misura precauzionale nessun abitante è mai stato messo ufficialmente a corrente.

I problemi del traffico aereo siciliano sono un altro elemento portato dal comitato come fattore estremante negativo. Le interferenze generate dall'impianto di Niscemi disturberebbero il traffico degli aeroporti di Trapani e Catania, oltre a impedire la messa in funzione dello scalo di Comiso. Il controllo da terra dei droni, gli aerei senza pilota, crea problemi anche al traffico areo della base militare di Sigonella, sostengono gli attivisti.

L'assessore Mariella Lo Bello, insieme alla responsabile dell'assessorato regionale alla Salute Lucia Borsellino, dovrebbe firmare un atto destinato agli enti coinvolti nella questione: l'Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute, l’Enav, il 41° stormo di Sigonella e il Dipartimento marittimo navale box 51 di Napoli. Scopo della nota regionale sarebbe sollecitare dati più precisi da poter incrociare e confrontare. Fino a quel momento gli attivisti hanno chiesto che i lavori vengano  sospesi. Richiesta caduta nel vuoto, che verrà reiterata nel corso del prossimo incontro fissato per il 10 gennaio.

 (Ha collaborato Sara Spartà)

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