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Muos, l'Ars chiede ritiro delle autorizzazioni
Tutte le incoerenze di un voto unanime

Ieri pomeriggio l'Assemblea regionale siciliana ha approvato all'unanimità una mozione che chiede la revoca delle autorizzazioni rilasciate per la costruzione dell'impianto di antenne militari. Ha votato sì anche chi fino a qualche mese fa ha contribuito al rilascio dei permessi o chi del Muos sapeva poco o nulla. Il governo Crocetta chiederà nuovi pareri ad enti terzi e installerà una stazione di monitoraggio permanente vicino alla base. Intanto i comitati organizzano nuove mobilitazioni, nonostante il sito sia stato dichiarato d'interesse strategico nazionale. Il rischio è che, adesso, Niscemi diventi una nuova Valsusa

Salvo Catalano

Adesso pare che il Muos non lo voglia più nessuno. Ieri l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità una mozione presentata da quattro deputati del Partito democratico (primo firmatario l’ex candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli) e sostenuta anche dai quindici grillini, che impegna il governo Crocetta a revocare le autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell’impianto di antenne militari nella base americana di Niscemi. Una vittoria indiscutibile per i comitati che da anni lottano contro il mostro. Una battaglia iniziata da pochi irriducibili, che ha vissuto momenti difficili e altri esaltanti soprattutto nell’ultimo anno. «In che modo venti ragazzacci brutti, sporchi e cattivi cambiano la storia di una regione? – scrive Lucia Santoro sulla pagina Facebook del movimento No Muos di Niscemi – Caspita, che forza questi cattivacci».

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