Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Coronavirus, operai dei rifiuti minacciano lo stop
«Per noi soltanto mascherine di carta igienica»

Al posto firma di via Zia Lisa, dove prendono servizio i lavoratori di Energetikambiente, stamattina sono arrivate due volanti della polizia di Stato. La protesta di alcuni operatori ecologici riguarda l'emergenza coronavirus: «Vogliamo sentirci sicuri»

Luisa Santangelo

«Abbiamo chiamato la polizia. Si parla di tante categorie professionali, tutte in difficoltà perché continuano a lavorare. Ma di noi non parla mai nessuno, eppure svolgiamo un servizio essenziale». Alcuni operatori ecologici che si occupano della raccolta dei rifiuti a Catania stamattina hanno minacciato di incrociare le braccia. Il punto è uno: l'emergenza coronavirus li preoccupa. E, come i tanti cittadini che prenotano in farmacia le mascherine, anche loro sono in ansia. «Io ho diversi problemi di salute - racconta a MeridioNews uno di loro, che preferisce rimanere anonimo - Stamattina mi sono presentato in servizio e ho chiesto la mascherina. Ma non ce n'erano. Possiamo andare a lavorare senza? Così abbiamo chiamato le forze dell'ordine». Intervenute stamattina nel posto firma di via Zia Lisa, dove prendono servizio i lavoratori di Energetikambiente.

E la situazione non è migliorata. Operai senza dispositivi individuali di protezione e agenti altrettanto. «I poliziotti ci hanno detto: "Siamo in pericolo anche noi". Allora il pericolo c'è». Il 14 marzo è stato adottato dal governo assieme alle associazioni datoriali il «Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro». Si tratta di un lungo documento all'interno del quale vengono stabilite le regole da seguire per chi continua a recarsi ogni giorno in cantiere, in fabbrica o in ufficio.

Uno dei punti affrontati è proprio quello che riguarda i dispositivi individuali di protezione. Le mascherine dovranno essere utilizzate, si legge, secondo quanto previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità. E cioè se si sia positivi al virus o se si sia stati in contatto con persone positive. A meno che i luoghi di lavoro non rendano impossibile mantenere la distanza di almeno un metro tra le persone. Fatto che le renderebbe indispensabili al fine del proseguimento dell'attività. «A un certo punto, dopo qualche ora, uno dei sorveglianti è arrivato e ci ha dato una mascherina con un solo filo, fatta di materiale tipo carta igienica, che basta un poco di vento per farla volare. E noi raccogliamo la spazzatura, compresi i sacchetti con i fazzolettini usati», prosegue il lavoratore. «Se continua così, da domani ci fermiamo».

A gettare acqua sul fuoco sono però i titolari delle aziende e i referenti sindacali. «In tutti i cantieri ci sono problemi simili - dice Alfio Leonardi, segretario provinciale Fp Cgil - Chiariamolo: tutti i lavoratori devono mantenere la distanza di sicurezza e abbiamo ottenuto la sospensione dei servizi accessori, come il ritiro degli ingombranti e le isole ecologiche. Mascherine e guanti, ce ne rendiamo conto, sono indispensabili. Ma le mascherine servono con il filtro, non quelle chirurgiche. E queste non si trovano. La protesta è normale, ma è chiaro che siamo in un momento di emergenza che nessuno poteva aspettarsi». 

«Noi stiamo facendo il possibile, abbiamo anche stipulato un'assicurazione a tutela dei lavoratori», assicura a questa testata  Rossella Pezzino De Geronimo, titolare della Dusty, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Catania. «Le mascherine non ci sono e, da protocollo d'intesa nazionale, non sono necessarie se si rispettano le distanze di sicurezza e le prescrizioni igieniche - prosegue Pezzino - Abbiamo fatto un ordine di servizio straordinario: abbiamo messo sul piatto più mezzi, perché i lavori saranno eseguiti da un solo operatore per volta, in modo da ridurre al minimo i contatti. Facciamo igienizzare i nostri veicoli e spazi aziendali tra un turno e l'altro. Sono vicina ai lavoratori e questo deve essere chiaro. Ma siamo soli - sottolinea - Chi non sta facendo il proprio dovere è lo Stato che ci ha fatto arrivare mascherine di carta igienica che noi neanche abbiamo ritirato. Abbiamo fatto degli ordini per mascherine Ffp2 ed Ffp3, cioè quelle con i filtri, ma non stanno ancora arrivando».

«Non so che tipo di mascherine abbiamo fornito ai nostri operatori - interviene Davide Bianchi, amministratore delegato della subappaltatrice Energetikambiente - Abbiamo avuto qualche difficoltà a reperirle tramite i nostri fornitori questa mattina, perché eravamo di rientro dalla domenica e i lavoratori prendono servizio all'alba, prima dell'apertura dei grossisti». Da quanto gli risulta, l'emergenza è rientrata qualche ora dopo. «Sono giornate complicate - ammette Bianchi - Dobbiamo gestire un servizio che non si può interrompere: abbiamo scaglionato gli ingressi, fatto in modo che le squadre siano fisse per limitare i contatti tra persone diverse, abbiamo scritto nove ordini di servizio diversi in una settimana. Stiamo monitorando le evoluzioni ora per ora, e stiamo attivando anche noi un'assicurazione sanitaria».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Combine Catania

Dall'arresto dei vertici della squadra rossazzura alla reazione dei tifosi e della città

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews