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Ingroia presenta la sua Rivoluzione civile
«Serve gente onesta, mandiamoli a casa»

Antonio Ingroia ha presentato ieri a Catania lista e candidati alle prossime elezioni politiche. Numerosi i catanesi intervenuti per ascoltare i loro aspiranti rappresentanti in Parlamento. Tra curiosi, simpatizzanti e convinti sostenitori. «Avrei preferito continuare il mio lavoro - ha affermato l'ex magistrato - ma mi sono reso conto che siamo al limite del potere corrotto e colluso, che va a braccetto con le mafie in ogni regione»

Desirée Miranda

Tappa catanese per la presentazione dei candidati alle prossime elezioni politiche per l'aspirante premier della lista Rivoluzione civile, Antonio Ingroia. Appuntamento alle 20 al cinema Odeon che per l’occasione è pieno. Tra i soliti noti della sinistra catanese e anche del sindacato della Cgil, anche curiosi e simpatizzanti. La serata inizia con un ritardo di circa mezz'ora, il tempo di fare entrare tutti, di rispondere all'ultima domanda del giornalista arrivato all'ultimo momento e la serata ha inizio.

Sul palco si alternano i candidati del movimento che ha fatto della questione morale una bandiera. La giornalista Sandra Amurri, ad esempio, che parla in difesa della Costituzione o l’avvocato Anna Falcone che si concentra sul Muos di Niscemi e sull'importanza di fare rete con altri comitati «di uomini e donne coraggiose che denunciano lo scempio che si sta facendo sulla nostra salute e sulle nostre vite», afferma. Tra i candidati intervenuti anche Orazio Licandro, già deputato del Partito dei Comunisti italiani tra il 2006 e il 2008, che punta il dito sulla differenza tra «noi che siamo contro il modello Marchionne che annulla molti dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione e contro le lobby finanziarie, e tutti gli altri gruppi politici che hanno creato e garantito un’Italia di illegalità e corruzione». Parla anche l’ex candidata a governatore siciliano Giovanna Marano. Tra i tanti applausi sottolinea la sua voglia di «metterci la faccia». «L’ho fatto con le regionali e ci credo ancora perché dobbiamo mandare a casa questi vip che girano in auto blu e non sanno quanto costa il pane. Da questo nasce il populismo di Grillo - dice -  La gente ha bisogno di persone vere che si occupino di uno stato sociale», sostiene.

Il candidato più atteso è ovviamente Antonio Ingroia. Il pubblico applaude più volte e ride alle sue battute tra il serio e il faceto. Come quando, ad esempio, con riferimento al suo ultimo incarico da uomo di legge, dice che la fama di Silvio Berlusconi è giunta fino in Guatemala. O quando definisce una pupiata la pulizia delle liste annunciata da altre forze politiche e poi finita nel nulla. «Luigi Cesaro, detto Gigino a purtietta e candidato con il Pdl, secondo le intercettazioni è stato autista e avvocato del camorrista Raffaele Cutolo e adesso sarà il suo parlamentare». Parla subito dell’importanza del nome della lista che racchiude in sé due idee fondamentali: «Bisogna cambiare tutto radicalmente, quindi fare una rivoluzione che vuole sì essere pacifica, ma anche agguerrita e non per forza deve essere educata. La seconda è la civis, la cittadinanza che deve sentirsi protagonista del cambiamento necessario».

Prima di passare a snocciolare i punti cardine del programma - legalità, trasparenza, rispetto e uguaglianza dei diritti civili e sociali, libertà, lavoro - precisa la sua scelta di lasciare la magistratura e candidarsi a premier: «Avrei preferito continuare il mio lavoro, ma mi sono reso conto che siamo al limite del potere corrotto e colluso, che va a braccetto con le mafie in ogni regione». E Berlusconi, «che ormai ha fatto il suo tempo», secondo l’ex magistrato, è uno dei rappresentanti di questa politica che Rivoluzione civile vorrebbe annullare. «Rappresenta il male degli ultimi 20 anni, è la menzogna fatta persona», afferma. Antonio Ingroia non ha parole tenere neanche per l’attuale premier. «Mario Monti ha di certo la fedina penale apposto, ha le mani pulite al contrario del suo predecessore, ma le ha legate. È alle dirette dipendenze dell’alta finanza e delle banche nazionali e internazionali e invece di pensare allo stato sociale, ha solo pensato a loro».

Variopinto e variegato il pubblico uditore. Ci sono i sostenitori convinti come Salvatore Porto che si dice convinto di votare Ingroia «perché io ho sempre votato a sinistra e non cambio idea adesso». Ci sono i curiosi, «ma comunque simpatizzanti visto che siamo qui», come Giuseppe e Massimo. Quarantenni, hanno saputo per caso della presenza di Ingroia e sono passati per ascoltarlo, anche se «purtroppo queste cose non iniziano mai puntuali e quindi non sappiamo quanto potremo ascoltare e se ci chiarirà le idee, abbiamo già un impegno», affermano. Tra gli interessati, ma un po’ più convinto di dare il suo voto, anche il signor Carmelo. «Mi da fiducia quest’uomo e il fatto che sia un magistrato mi tranquillizza perché conosce meglio le cose», afferma. E convinta che il ruolo che Ingroia ricopriva fino a pochi giorni fa possa soltanto essere un valore aggiunto anche la diciottenne Simona Viaggio. Alla sua prima votazione - e per questo confessa di essere anche un po’ emozionata - ha deciso che metterà la sua X sulla lista Rivoluzione civile. «Credo che bisogna puntare l’attenzione su legalità e lotta alla mafia, i giovani e il loro futuro e sui diritti civili per tutti senza discriminazioni e sono fiduciosa che con loro si possa fare», dichiara.

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