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«Reddito di cittadinanza? Torni nei prossimi giorni»
Il cortocircuito tra Inps e Poste italiane per le card

Una lunga coda di persone si è presentata stamattina all'ufficio postale di via Zia Lisa per ottenere la misura di sostegno economico. Ma il personale non aveva l'elenco delle persone a cui avrebbe dovuto erogarla

Gabriele Patti

Cinque ore di fila con l’intento di beneficiare per la prima volta del reddito di cittadinanza per poi tornare a casa con un pugno di mosche. Una lunga coda di persone, rigorosamente con guanti e mascherina (almeno la maggior parte), attende il proprio turno per ritirare la card con la spettante quota di reddito. Ma oggi al civico 187 di via Zia Lisa, sede di uno degli uffici di Poste Italiane, qualcosa non è andato come doveva: l’ente erogatore non ha versato il reddito e i percettori, pur avendone diritto, non hanno potuto ottenere la misura di sostegno economico

«Non possiamo darvi la carta senza credito – sarebbe stata la risposta ricevuta da uno dei benificiari in fila una volta giunto allo sportello -, perché l’Inps non potrebbe comunque accreditarvi la somma e dovreste ripetere la trafila». Il risultato? «Siamo qui dalle prime ore del mattino – spiega un cittadino – e ora ci invitano a tornare domani». Stando a quanto ricostruito dall’ufficio stampa di Poste italiane, il nodo da sciogliere sarebbe costituito da un «disallineamento» dei dati tra Inps e Poste. «Un problema nazionale – spiegano - che si verifica in particolare nel Catanese». Se in Italia le maggiori difficoltà si riscontrano in merito al ritardo nella consegna dell’elenco di attribuzione delle somme spettanti a ciascun beneficiario, nel caso in questione, invece si ha a che fare con la mancata consegna della lista degli aventi diritto da parte dell’Inps alla società che si occupa dei servizi postali. 

«Sono arrivate le carte e i pin – spiegano -, ma non gli elenchi delle persone a cui abbinarli». In sostanza le carte ci sono, ma non sono associate ai percettori. E se è vero che il beneficiario della misura riceve un messaggio pochi giorni prima dell’attivazione della procedura, lo stesso non è sufficiente a dimostrare di essere un avente diritto «perché - è la replica di Poste - abbiamo necessariamente bisogno di un elenco di nominativi che funga da riferimento». Senza questo gli uffici non possono determinare le dinamiche reddituali di ciascuno e conseguentemente non possono rilasciare la carta. «Anche perché noi siamo solo degli esecutori materiali – aggiungono -, se non ci trasmettono i parametri non possiamo determinarli noi». Per questo, fino a quando l’Inps non avvierà il procedimento telematico non sarà possibile usufruire del reddito di cittadinanza e, di conseguenza, ricevere le card. Ma Poste nel precisare che «si tratta di un problema di ordinaria amministrazione che non dipende da noi», assicura «che si risolverà nel giro di qualche giorno». 

Aggiornamento del 16/04/2020 alle 15.21

Apprendiamo dall'Ufficio stampa di Poste italiane che oggi l'Inps ha provveduto a inviare gli elenchi con i nominativi da associare ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Recandosi alla posta i percettori potranno ritirare la quota di competenza della misura di sostegno economico.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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