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Fari puntati su Mascalucia, estorsioni, ombre e prg
Sindaco: «In ogni processo noi saremo parte civile»

Due operazioni antimafia accendono i riflettori sulla cittadina. Tra dipendenti che incontrano boss e una donna che in passato ha fatto parte dello staff del primo cittadino, salvo poi essere arrestata. Vincenzo Magra spiega la posizione sua e del municipio

Foto di: Gabriele Patti

Foto di: Gabriele Patti

«Non ho idea di quali siano i terreni a cui fanno riferimento nelle intercettazioni. Anche perché si tratta di un piano regolatore che abbiamo ereditato». Enzo Magra, sindaco di Mascalucia, la questione sul passaggio del documento urbanistico nelle mani dei boss e il loro interessamento ai terreni agricoli destinati a zona commerciale, la chiuderebbe così. Il territorio della cittadina pedemontana da mesi però è sotto la lente d'ingrandimento della procura di Catania. Prima l'operazione Overtrade e poi quella ribattezzata Malupasso. Inchieste che hanno svelato un clima di assoluto silenzio, e in alcuni casi addirittura di complicità, delle vittime del pizzo ma anche gli interessi nei confronti di alcuni terreni da parte dell'uomo indicato come il presunto reggente di Cosa nostra locale, oltre all'arresto di una donna che durante la campagna elettorale faceva parte dello staff del primo cittadino. 

Uno dei passaggi più complessi è proprio quello legato al Prg. Era il 25 maggio 2017 quando veniva approvato lo schema di massima. Sei mesi dopo, il 21 novembre, una copia del documento in corso di approvazione - a quanto pare con le particelle già evidenziate -, finiva nelle mani di Salvatore Puglisi attraverso due impiegati del municipio. Due anni più tardi tra i banchi del senato cittadino arriva la proposta a firma dell’architetto e progettista Giuseppe Crimi, del responsabile area urbanistica Alfio Gibilisco e del sindaco Magra. Tra i punti c'era l’espansione di diritti edificatori nelle zone indicate come parchi urbani, ma anche la «valorizzazione del ruolo strategico di via Alcide De Gasperi, quale arteria principale per il raggiungimento dell’Etna» e in cui era prevista anche la regolazione del frazionamento fondiario della via ricca di terreni agricoli che collega Mascalucia a Nicolosi e si congiunge a via Pulei, area adiacente alla zona su cui il clan avrebbe puntato le antenne.

Nelle intenzioni dell’amministrazione c’era la realizzazione di nuove aree commerciali, edificabili e abitative con la previsione di costruire pure uffici comunali. A giustificare il «sistema perequativo con scambio di diritti edificatori» c’è il dato demografico: un incremento di 4mila abitanti (da 32mila nel 2018 a 36mila negli anni successivi). «La mia idea – afferma il sindaco – era quella di creare una rotatoria in via De Gasperi per decongestionare il traffico». L’Istat dal 2018 al 2019, come verificato da MeridioNews, prevedeva però un aumento della popolazione pari a solo lo 0,10 per cento. «Su questo – replica Magra – non so risponderle, se ne è occupato il progettista, io ho solo dato continuità al piano regolatore così come ipotizzato dalla precedente amministrazione».

Altro capitolo riguarda le collaborazioni di cui si è avvalso il sindaco durante la campagna elettorale. Il 10 giugno 2018, Vincenzo Magra viene eletto sfiorando il 51 per cento delle preferenze. In piazza Umberto I, luogo in cui Magra aveva istituito la segreteria, cominciano i festeggiamenti. A salire sul palco due collaboratrici. Una, quella a destra, è Elena Nicosia, la  35enne finita sette mesi dopo agli arresti domiciliari a seguito dell’operazione Overtrade. Alla donna, secondo i pm, sarebbe spettato il ruolo di raccordo tra gli uomini ritenuti vicini alle cosche e gli acquirenti della droga, occupandosi in alcuni casi anche del trasporto. «Il cioccolato dove l’hai messo? Si è sciolto tutto nello sti..», le chiedeva intercettato il boss Salvatore Mazzaglia. 

«L’ho conosciuta grazie alla zia – spiega il primo cittadino, architetto di professione - che ha acquistato un immobile da una società di cui facevo parte. In quel periodo, visto che non aveva attività da svolgere, la zia mi disse se la nipote potesse darmi una mano e io risposi di sì». Nicosia si è occupata dell’attività di segreteria ricevendo, alla fine, un rimborso spese di 300 euro. «Lei apriva e chiudeva la segreteria politica – prosegue Magra -, lavava i pavimenti, nulla di più. Il rapporto di collaborazione è finito subito dopo la campagna elettorale – aggiunge-, in ogni caso sono in buona fede e non ho nulla da temere».

Nel frattempo gli accertamenti interni sulla posizione di Rosario Nicoloso (non indagato ndr), il dipendente comunale che - secondo le carte dell’inchiesta e insieme a un altro insider non identificato - avrebbe passato le carte a Puglisi, continuano. Sul punto Magra non si sbilancia. «Non ho la più pallida idea di chi possa essere il secondo soggetto al quale si riferiscono le intercettazioni, io al momento non ho ricevuto nessun tipo di carta». Al contempo il sindaco garantisce che «il Comune si costituirà parte civile in qualsivoglia processo». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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