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Aci Catena e le polemiche per il Consiglio lampo
Vicepresidente: «Pochi rinvii, nessuno spreco»

Nel Comune etneo i cittadini hanno assistito a poco più di tre minuti di seduta. Non è la prima volta che durino poco tempo e fanno registrare continue assenze. «Certe cose andrebbero evitate», commenta il sindaco Nello Oliveri

Carmelo Lombardo

Tre minuti e undici secondi. Sono i tempi record della durata di Consiglio comunale del 25 giugno ad Aci Catena. Una seduta flash arrivata dopo che il giorno prima era venuto a mancare il numero legale per la votazione sul regolamento che disciplina l’utilizzo da parte di sindaco e presidente del consiglio degli stemmi, fascia, gonfaloni e bandiere. Il regolamento è passato con sei voti favorevoli, tre astenuti e sette assenti. Tutto secondo norma di legge, ma il rapido consiglio, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook Aci Catena Informa, non ha mancato di scatenare polemiche, considerato anche il gettone di venti euro lordi che i consiglieri percepiscono per ogni seduta. «Quando fate queste sedute evitate di trasmetterle in diretta perché non si possono definire tali – commenta un cittadino - così occhiu non vidi e cori non doli: la gente si sente presa per i fondelli». E ancora: «Abbiate rispetto: che senso ha fare un Consiglio così in diretta?».

È capitato altre volte ad Aci Catena di assistere a Consigli comunali lampo o con numeri risicati a causa delle ripetute assenze. Secondo Francesco Petralia, rappresentante dell’opposizione e candidato sindaco sconfitto alle ultime elezioni, è sintomo di una maggioranza scollata. «Nel caso dell’ultimo consiglio è vero che anche l’opposizione ha fatto mancare il numero legale – ammette a MeridioNews – Ma bisogna anche dire che spesso siamo noi a tenere in piedi le sedute, di fronte a una maggioranza che non sa perché sia ancora lì e che non riesce a compattarsi nemmeno su questioni simili: chi ci rimette è la città». 

Ai punti sollevati da Petralia replica Giuseppe Aleo, vicepresidente del Consiglio, che in quel momento moderava la seduta. «In questo caso parliamo della votazione su un regolamento che è stato firmato da tutti, membri dell’opposizione compresi, gli stessi che il giorno prima hanno fatto mancare il numero legale». Secondo Aleo l’attuale Consiglio comunale non è responsabile di sprechi. «Su circa sessanta sedute, solo il 5 per cento è quello delle sedute rinviate il giorno dopo – sottolinea –. È capitato che su alcuni punti generici la maggioranza non è stata compatta, ma su regolamenti come questo ci si aspetta che l’opposizione che li ha sottoscritti sia compatta con la maggioranza».

Si torna a parlare di sedute consiliari ad Aci Catena, dunque, dopo che non si è ancora conclusa la questione gettonopoli, scoppiata nel 2015 sulla scorta delle denunce dei gruppi extraconsiliari Aci Catena Bene Comune e Movimento 5 stelle: sia Giuseppe Aleo e Nando Sapuppo, attualmente vice presidente e presidente del Consiglio, insieme ai consiglieri Salvatore Leonardi e Pippo Sorbello e gli ex consiglieri Pippo Urso, Luigi Citraro e Gianluca Grancagnolo, sono accusati di truffa e falso ideologico. Secondo gli inquirenti i consiglieri avrebbero speculato sui gettoni di presenza risultando presenti in più commissioni contemporaneamente, a queste accuse si aggiunge quella di aver falsificato i verbali delle sedute. Il giudizio per gli imputati arriverà nel 2021. «Comprendo le posizioni sia della maggioranza e dell’opposizione, ma pur riconoscendo la legittimità della seduta, cose del genere sarebbe meglio evitarle nel rispetto di tutti e della città», chiosa il sindaco Nello Oliveri.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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