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Muos, governo si affida all'Istituto di Sanità
L'esperto: «E' il nostro peggior nemico»

Ieri a Roma il governo nazionale ha incontrato quello della Regione siciliana per discutere dello stop alle antenne militari Usa, la cui realizzazione è adesso subordinata al parere dell'organismo indipendente. Una vittoria per il governatore Crocetta, un passo indietro e un rischio per attivisti e Movimento cinque stelle, alla luce dei precedenti pareri dell'istituto in materia di elettromagnetismo. I docenti del Politecnico di Torino chiedono che i dati forniti dagli Stati Uniti, e su cui si baseranno le analisi decisive, vengano resi pubblici. Nel frattempo a Niscemi si prepara la manifestazione nazionale del 30 marzo

Salvo Catalano

La realizzazione del Muos adesso è subordinata al parere dell’istituto superiore di Sanità. Quello che chiedeva da tempo il governatore siciliano Rosario Crocetta, quello che non volevano gli attivisti. Sarà l’organismo indipendente a presentare una nuova analisi sui rischi per la salute derivanti dell’impianto militare americano di antenne satellitari in costruzione a Niscemi. È questo l’esito dell’incontro di ieri a Roma tra il governo nazionale - presenti il presidente del Consiglio Mario Monti, i ministri Anna Maria Cancellieri (Interno), Giampaolo Di Paola (Difesa) e Renato Balduzzi (Salute) – e quello regionale rappresentato dal presidente Crocetta e dagli assessori Mariella Lo Bello (Ambiente) e Lucia Borsellino (Salute). La nota diramata da palazzo Chigi spiega che si tratterà di uno studio «approfondito e in tempi brevi di valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. La installazione delle parabole – continua la nota – non avverrà prima che siano disponibili i risultati di tale studio».

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