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Iblis, udienza lampo con troppi assenti
Attesi i racconti del boss Giuseppe Mirabile

Scorre pigro il calendario di udienze di uno dei più corposi e importanti processi cittadini sulle presunte collusioni tra mafia, politica e imprenditoria in provincia di Catania. Continua la caccia ai riscontri da parte della procura etnea delle presunte estorsioni a diverse ditte che hanno operato nel Comune di Palagonia. Accusa e difese, intanto, si preparano all'arrivo, il 4 aprile, dell'altro super testimone: il reggente del gruppo dei Mirabile, affiliato ai Santapola, da poco collaboratore di giustizia

Claudia Campese

«Queste udienze ci costano migliaia di euro e per fare cosa? E' una vergogna». Santo Massimino, imprenditore di Acireale imputato nel processo Iblis sulle presunte collusioni tra politica, mafia e affari nel Catanese, lo ripete sempre. Avvicina i - pochi - cronisti presenti e quasi sussurra la sua denuncia. Stavolta però le sue parole risuonano più forti nell'aula, dopo un'udienza lampo durata appena un'ora nelle aule giudiziarie del carcere di Bicocca. Tra testimoni assenti e brevi domande ai presenti, le udienze del rito ordinario si trascinano pigre in attesa della deposizione del prossimo super testimone. Dopo il boss etneo e neo collaboratore di giustizia Santo La Causa, toccherà a Giuseppe Mirabile, considerato dai magistrati a capo dell'omonimo gruppo affiliato al clan Santapaola fino al suo recente pentimento, raccontare ai magistrati le dinamiche di Cosa nostra viste dall'interno. La sua audizione è prevista per il 4 aprile.

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