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Muos, console Usa in visita a Niscemi
«Antenne operative se la legge lo permette»

Importante incontro tra i niscemesi e il console americano Moore oggi. A pochi giorni dalla manifestazione nazionale il rappresentante statunitense, dopo una visita alla base di Sigonella con il vice presidente dell'Ars Antonio Venturino e il presidente della commissione ambiente Giampiero Trizzino, si è detto disponibile ad ascoltare le istanze dei cittadini e sempre pronto a rispettare la legge italiana. È stato accolto con slogan anti Muos dal comitato delle mamme di Niscemi

Desirée Miranda

Giornata importantissima per la comunità di Niscemi e non solo, quella di oggi. A pochi giorni dalla manifestazione nazionale contro il sistema di antenne satellitari Muos, infatti, il console americano Donald Moore, ha deciso di incontrare la comunità niscemese. La mattina è stata dedicata alla visita della base americana di Sigonella insieme al vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino, e al presidente della commissione Ambiente e territorio dell’assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino (entrambi del M5S), mentre il pomeriggio è stato dedicato all’incontro con la comunità locale, presso la sede del comune di Niscemi.

«Le antenne non saranno operative se la legge italiana non lo permette», ha dichiarato il console Moore, dimostrando disponibilità nei confronti di chi chiede maggiori chiarimenti. «Noi siamo qui in base all'accordo tra il presidente Rosario Crocetta e il governo nazionale, stiamo aspettando di fare uno studio nel più breve tempo possibile che verifichi le emissioni dalle antenne», aggiunge, ma è anche convinto che i risultati dei test, «come nella Hawaii e in Virginia, saranno in regola con le norme vigenti».

Studi sempre esaltati dagli americani, quelli nelle isole del Pacifico e in uno degli stati Usa, ma che lasciano più di un dubbio a molti. Importante per il console, in quanto rappresentante americano, l’incontro con i cittadini perché «noi siamo molto interessati ad ascoltare ed essere sempre vicini alla popolazione. Io sono sempre disponibile a venire qui in Sicilia - ha proseguito il console Moore - e abbiamo un rapporto consolidato con il governo regionale per essere sicuri che tutto quello che facciamo qui è sotto la legge vigente». Disponibilità sottolineata e apprezzata da Antonio Venturino che definisce l'incontro di oggi «positivo se si considera che dopo tanti anni che si parla del Muos di Niscemi finalmente gli americani sono venuti a parlare con noi».

Non dello stesso avviso e di certo non con lo stesso stato d’animo sono i cittadini niscemesi che in questi mesi hanno presidiato la base e evitato più volte il passaggio di mezzi pesanti diretti alla base Muos. L’ultima solo ieri. Si trattava di una semplice autobotte, ma basta poco per fare subito rialzare la tensione al presidio. E tra gli attivisti in prima linea, le mamme del comitato no Mous, che nei giorni scorsi in attesa di nuovi sviluppi e dopo la notizia delle indagini per due di loro a seguito dei blocchi di giorno sei, hanno di sospendere la protesta. Ma non sono mancate oggi pomeriggio. Ad accogliere in municipio il console statunitense Donald Moore c’erano anche loro infatti, che insieme ad altri attivisti hanno fatto sentire il loro dissenso urlando slogan contro il Muos.

La riunione che avrebbe dovuto essere a porte aperte, non lo è stata, poi, e solo una piccolissima parte degli attivisti è riuscita ad assistere all’incontro che Alfonso Distefano dei NoMuos, non esita a definire «una passerella inutile». «È venuto per rassicurarci, ma non c’è riuscito», afferma. «Non siamo per nulla soddisfatti, anzi – dice il niscemese Andrea D’Alessandro che ha rinunciato al lavoro, oggi, pur di essere presente, ma alla fine non è riuscito ad entrare - ci sentiamo presi un po’ in giro dal console che professa tanto il rispetto delle regole, degli accordi firmati con il nostro governo e che garantisce che i lavori al Muos sono fermi, quando invece entrano di continuo camion carichi di materiale, segno che le cose non sono proprio come dice lui», chiosa.

E a margine dell’incontro non manca la polemica per l’utilizzo di una auto blu da parte dei grillini Venturino e Trizzino. È Venturino a bloccare il tutto sul nascere spiegando che «non è un'auto blu, ma di servizio, un'auto aziendale».  Non solo, l’ufficio stampa del Movimento cinque stelle siciliano aggiunge che c’era anche un problema di assicurazione: «Con una macchina privata il personale che li ha accompagnati non avrebbe avuto alcuna copertura».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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