Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

«Dov’è la mafia per il M5S nazionale?»
Analisi del paradosso di un silenzio politico

Il nostro blogger Stefano Gurciullo propone su Il Mafioscopio una riflessione sull'assenza nel programma dei grillini di una chiara posizione in relazione all'argomento critico delle mafie. «Ho analizzato i punti programmatici inerenti il tema della legalità dei partiti politici in corsa e scoprire che il Movimento 5 Stelle nazionale non abbia nemmeno una sillaba sulla lotta alle mafie nel suo programma mi ha lasciato molto sorpreso. E confuso»

Stefano Gurciullo

Due mesi fa mi ha colpito in testa un paradosso. Avrei dovuto scriverne prima, ma non mi andava di aggiungere altre righe sulla già copiosa mole di articoli, riflessioni, post e quant’altro sulla novità grillina in Parlamento. Settimane dopo il paradosso è ancora lì, mi perseguita, mi disturba. E allora basta, tiro fuori il dubbio. Non per sfogarmi, ma perché la risposta, immagino, interesserà non solo me ma buona parte del popolo italiano. Dov’è la mafia per il Movimento 5 Stelle nazionale?

Per lo speciale elezioni di Quattrogatti.info ho analizzato i punti programmatici inerenti il tema della legalità dei partiti politici in corsa. Scoprire che il Movimento 5 Stelle nazionale non abbia nemmeno una sillaba sulla lotta alle mafie nel suo programma mi ha lasciato (usando quello che gli inglesi chiamano understatement) molto sorpreso. E confuso. E con un paradosso in testa.

Controllate anche voi. Scaricate il programma ufficiale del Movimento, apritelo, premete i tasti Ctrl+F e cercate la parola “mafia”. O “giustizia”. O “crimine”, “crimine organizzato”, “cosca”, “confisca”, “legalità”. Niente. Non c’è niente.

Dicevo, un paradosso. Paradosso perché, al contrario, il M5S siciliano ha forse il programma più completo che abbia visto sul tema legalità. Dodici punti che toccano quasi tutto: dallo spronare una cultura antimafia nelle scuole all’antiracket, dal nesso mafia-politica all’ammodernamento dei tribunali siciliani. Che riescano o meno ad implementare tutte le loro proposte è un’altra storia (e sarebbe prematuro commentare a riguardo), ma la discrepanza di manifestazione di volontà tra livello regionale e nazionale è abissale e non giustificabile con il semplice fatto che il M5S sia un’organizzazione politica decentralizzata.

A chiedersi come mai il M5S nazionale “stia zitto” su una delle più gravi piaghe del paese se lo chiedono anche alcuni grillini. In questo forum thread, ad esempio, si domanda come mai “nel programma del MoVimento non ci sia alcuna traccia di lotta contro la mafia”, facendo così cadere il M5S nella comune categoria dei partiti che mai accennano al crimine organizzato in campagna elettorale. E questo nel lontano ottobre 2012, circa quattro mesi prima delle elezioni.

Le risposte non sono illuminanti. Il succo (da quello che, con le mie abilità interpretative limitate, ho captato) sembra essere che combattendo la classe politica attuale si combattono già i poteri mafiosi, ed è dunque superfluo parlare esplicitamente di mafia. Il problema, però, è che ciò non è vero. E’ un dato di fatto che il collegamento mafia-politica sia uno dei più critici e da combattere, ma senza un’esplicita strategia contro le mafie, nel loro insieme, non si va da nessuna parte.

La mafia agisce spesso attraverso scambi di favori con segmenti della classe politica attuale, sì, ma è anche il business più efficiente d’Italia e con i maggiori capitali. E i capitali si devono annichilire con strumenti antimafia appositi (come un efficiente processo di confisca dei beni criminali e la prevenzione contro l’infiltrazione economica mafiosa). Bisogna nominare la mafia, non la si contrasta semplicemente andando contro la “casta”.

Eppure di grillini in Parlamento che la nominano sembrano esserci. Il Fatto Quotidiano ne ha scovate un paio, Giulia Sarti e Federica Dieni. Sarebbe opportuno da parte loro e dell’intera squadra M5S in Parlamento chiarire la posizione del Movimento in relazione alle mafie e giustificare l’assenza di un tema così critico nel programma (portando così alla luce il paradosso della discrepanza tra M5S siciliano e nazionale). E chissà, magari aggiornarlo.

[Leggi il post sul blog Il Mafioscopio di Stefano Gurciullo]

[Foto di c.mane]

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Se la Sicilia trema

Tra poche realtà virtuose e molta impreparazione, viaggio nell'isola ad alto rischio sismico

Etna libera

Attività intensa e imprevedibilità. Per queste ragioni la Prefettura di Catania ha imposto delle restrizioni per l'accesso al vulcano attivo più alto d'Europa. Ma in molti tra scienziati, ambientalisti e semplici appassionati chiedono di sospendere queste misure

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×