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Discarica Tiritì, ipotesi di reato ambientale
La Procura sequestra alcune attrezzature

Da mesi i cittadini di Motta Sant'Anastasia e Misterbianco protestano contro l'ampliamento del sito di raccolta dei rifiuti del Catanese di proprietà della società Oikos. Adesso, alle loro lamentele, si aggiunge un'indagine della procura etnea per un presunto danno ambientale: il percolato, trattato in violazione delle norme regionali, si sarebbe infiltrato nel terreno per poi raggiungere i torrenti della zona. «Una triste notizia che conferma come la discarica sia una bomba ad orologeria», commenta il legale dei residenti

Claudia Campese

Finora i più si erano lamentati per i cattivi odori. Ma i cittadini di Motta Sant'Anastasia e Misterbianco, nel Catanese, non sapevano ancora che la discarica a 500 metri dalle loro case fosse anche la presunta responsabile di un danno ambientale. Lo dice la procura di Catania che, questa mattina, ha disposto alla Guardia di Finanza di effettuare il sequestro in via preventiva e urgente di parte del sito di raccolta dei rifiuti in contrada Tiritì, a Motta. La discarica è gestita dalla società Oikos, la stessa che cura la raccolta differenziata nel capoluogo etneo – insieme alla ditta Ipi - e che nel sito, in periodi di emergenza, accoglie anche i rifiuti provenienti da altre parti della Sicilia. In attesa di ulteriori accertamenti, il provvedimento di oggi riguarda il rappresentante legale e il direttore tecnico della società. «La discarica continuerà a garantire la propria funzionalità – spiega la procura di Catania in una nota - ma la società che la gestisce dovrà ripristinare le strutture di raccolta del percolato secondo le prescrizioni della normativa ambientale entro il termine di dieci giorni».

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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