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No Muos, riprendono i blocchi delle mamme
«Le minacce di denunce non ci fermano»

Il comitato niscemese è tornato in prima linea per impedire l'accesso alla base Usa di militari e operai addetti alla costruzione delle antenne. Che, come documentano alcuni filmati, hanno ripreso a lavorare nonostante la revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia. «Riprendiamo a presidiare a pieno ritmo e abbiamo deciso che non passa nessuno», dice la portavoce Concetta Gualato. Che annuncia la presentazione di un nuovo esposto alla magistratura per la violazione del divieto regionale. «Il Questore si troverà bombardato da esposti», assicurano

Perla Maria Gubernale

Riprendono i blocchi in contrada Ulmo, a Niscemi, davanti alla base militare in cui è in costruzione il Muos, il sistema di telecomunicazione satellitare contestato dai cittadini perché ritenuto pericoloso per la salute. Stamattina, in riposta alla ripresa dei lavori - documentati dal filmato dello staff del giornalista e registra Manolo Luppichini e pubblicato su CTzen - nonostante la revoca definitiva delle autorizzazioni da parte della Regione siciliana, il Comitato delle mamme, gli attivisti e i cittadini niscemesi hanno nuovamente bloccato l'accesso alle base statunitense. Lo scopo è sempre lo stesso: impedire il transito di alcuni mezzi che trasportano militari americani e operai addetti all'innalzamento delle antenne.

«Stamattina sono arrivate una ventina di macchine con a bordo gli operai, insieme a loro c'erano anche i militari», racconta Concetta Gualato, rappresentante delle Mamme No Mous, oggi presente al presidio. «Siamo riusciti a far tornare indietro i mezzi su cui viaggiavano i lavoratori», spiega. Ad accompagnarli, due furgoni guidati da soldati americani. «Li abbiamo fermati per un paio d'ore, ma anche loro sono dovuti tornare indietro», aggiunge Laura Disca, altro membro del Comitato. Ad intervenire nella trattativa anche il comandante della polizia di Niscemi, che «si è reso contro della nostra determinazione e ha fatto cenno al convoglio di fare dietrofront», riporta la mamma. Lei stessa, insieme ad altri manifestanti, ha accompagnato di persona sia operai che militari «fino al confine tra Niscemi e Caltagirone». «Ma forse torneranno nel pomeriggio, quando sanno che al presidio non c'è nessuna di noi perché andiamo a prendere i bambini a scuola», lamenta Disca.

Durante i blocchi, le mamme No Muos sono state raggiunte al telefono dal «vicequestore di Caltanissetta, Alessandro Milazzo, che, su comunicazione del Ministero, ci ha invitare a far passare immediatamanente i militari e gli operai, sennò saremmo state denunciate», racconta Laura Disca. «Sappiamo benissimo a cosa andiamo incontro, ma non abbiamo paura e non ci fermeremo finché non sarà fatta rispettare la legge», afferma. E intanto, dal comando di Niscemi, fanno sapere agli attivisti che, da domani, gli operai raggiungeranno la base privi di scorta da parte della polizia. «Questo significa che sarà una lotta tra noi e loro», sottolinea preoccupata la mamma.

«Stamattina il popolo niscemese ha deciso che non passa nessuno», afferma Gualato. Senza contestazioni né proteste concitate. I blocchi di oggi «si sono svolti in un clima di assoluta tranquillità - garantisce la mamma No Muos - stiamo anche offrendo caffè e cornetti a tutti». «Il nostro - ribadisce - è un atteggiamento pacifico: stiamo qui fermi e innocui e blocchiamo la strada solo con la nostra presenza». Nessun problema con i militari, né con la polizia. Come nessuna automobile, precisa la mamma, è stata utilizzata per impedire l'accesso alla base. «Le abbiamo parcheggiate lungo la strada, come facciamo di solito».

Nei giorni scorsi, le mamme No Muos avevano deciso di sospendere i blocchi davanti alla base Usa di contrada Ulmo. Dietro alla scelta, anche la presa di posizione della Procura di Caltagirone che, su segnalazione della Digos, ha indagato due donne di 32 e 35 anni che hanno preso parte ai blocchi del 6 marzo scorso, annunciando che perseguiranno «penalmente chi intralcia la funzionalità della base americana». Ma soprattutto la volontà da parte del Comitato di attendere gli sviluppi relativi alla revoca delle autorizzazioni per la costruzione delle antenne disposta dal governatore Rosario Crocetta. Dopo la prova lampante della ripresa dei lavori, però, le mamme hanno deciso di riprendere la protesta.

«Visto che le disposizioni della Regione sembrano non avere valore e non vengono rispettate, siamo costrette a ricominciare a presidiare la zona a pieno ritmo e a impedire l'ingresso degli operai», spiega Gualato. Stessa motivazione per cui ieri, dopo un'assemblea, il Comitato delle mamme ha presentato un esposto alla magistratura per la violazione del divieto. E non sarà l'unico: «Il Questore si troverà bombardato da esposti - assicura Disca - perché la sospensione dei lavori deve essere rispettata, non ci possono prendere in giro». Così stamattina sono tornate in contrada Ulmo. Con loro, puntualizza Gualato, anche tutto il popolo niscemese. La ripresa dei blocchi è stata decisa ieri, nel corso di due riunioni importanti tra tutti i comitati No Muos. «Oggi eravamo un centinaio al presidio. Domani ci torneremo e saremo ancora di più. Per noi e per i nostri figli - conclude Laura Disca - Non ci fermerà nessuno finché otterremo quello che chiediamo».

[Foto di Roberta Barone]

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