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Quirinale, #Occupypd anche sotto l'Etna
«I dirigenti devono ascoltare la base»

L'onda di #Occupypd è arrivata anche a Catania. Fino a tarda notte i Giovani Democratici hanno occupato l'appartamento di via Umberto. In tutta Italia sono state 150 le iniziative simili, nel tentativo di lanciare un messaggio ai dirigenti del partito: abbandonare l'intesa con il Pdl e prestare ascolto alla base. Nel capoluogo etneo nessun commento dai big, mentre arrivano messaggi di solidarietà dall'esterno del Pd. «Vogliamo intestarci un dialogo con i grillini perché su molte cose ci troviamo d'accordo», spiega il responsabile nazionale alla Cultura, il catanese Daniele Sorelli

Salvo Catalano

Il tam tam è partito ieri mattina, mentre il primo turno di votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica dichiarava morto l'accordo tra Pd, Pdl e Scelta Civica sul nome di Franco Marini. Tra i Giovani Democratici è iniziato un fitto scambio di email e telefonate per organizzare l'occupazione delle sedi del partito in tutta Italia e lanciare un forte messaggio simbolico: noi non ci stiamo. A Catania, unico capoluogo della Sicilia coinvolto nell'iniziativa, in quaranta circa hanno scelto il quartier generale di via Umberto. Ma occupazioni si sono verificate anche ad Adrano e Randazzo. «In tutta Italia le sedi occupate sono state circa 150 - precisa Daniele Sorelli, tra i promotori dell'iniziativa a Catania e delegato nazionale alla cultura dei Giovani Democratici - Siamo rimasti fino a tarda nottata, perché sapevamo che stamattina a Roma ci sarebbe stata la riunione per decidere il nuovo nome da proporre e crediamo che Prodi sia una candidatura importante che rompe la collaborazione con il Pdl».

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