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Gilia Italia, architetti low cost sul Web
Ma i colleghi si dividono: «Lotta tra poveri»

Semplice, veloce ma soprattutto low cost. E' un portale di consulenza per arredamento di interni e progettazione nato a Catania e diffusosi online. Giovani e intraprendenti, gli ideatori da un lato scelgono la Rete per tessere contatti a distanza. Dall'altro si distinguono per il metodo classico degli schizzi di lavoro. Rigorosamente realizzati a china e acquerelli. Un offerta professionale a prezzi stracciati che però non piace proprio a tutti

Federica Motta

Un buono sconto del 50 per cento a cinque euro. Non è un'offerta da supermarket, ma la possibilità di rimettere a nuovo gli interni di casa propria con l'aiuto a prezzi stracciati di giovani architetti catanesi. L'annuncio, apparso sul portale Sconton, ha già suscitato polemiche tra i colleghi altrettanto giovani di Gianmarco Toscano, laureando in Ingegneria, ed Emilia Debora Marano, in Scienze della comunicazione. Che, insieme, formano Gilia Italia, uno studio di architetti che da qualche anno offre anche un servizio di consulenze d'arredamento, progettazione di interni ma anche disegni e progettazioni di mobili su misura. Tutto online e low cost. «C'è chi per restare nel ballo accetta questo trattamento e chi si ribella e non vede nemmeno l'ombra di un incarico - commenta su Facebook Giuliana Di Mauroblogger di CTzen e laureanda in Architettura - È una lotta tra poveri, mal tutelati e senza speranze». C'è chi rilancia parlando del rischio di svalutare la professione e chi si chiede che fine faccia così la qualità. Noi di CTzen abbiamo incontrato i due giovani progettisti e questa è la loro storia.

Ventotto anni e una carriera universitaria iniziata a Roma, dove ha studiato per diventare architetto. Poi il ritorno a Catania, per ragioni familiari, i corsi come interior designer e la decisione di riprendere gli studi, ricominciando nella sua città, nella facoltà di Ingegneria. Tanti sacrifici e un idea di fondo che lo ha spinto a rischiare: la passione per la progettazione. Così Gianmarco Toscano ha dato vita al progetto. «Io e la mia socia, Emilia, ci siamo conosciuti sul lavoro. Da lì è nata un'amicizia e poi l'idea di scommetterci nella nostra città. Così nel 2009 abbiamo fondato lo studio di architettura - spiega - Man mano ci siamo ingranditi e, avendo sempre maggiori richieste di consulenze da fuori, abbiamo iniziato a potenziare l'idea del servizio online», racconta Toscano.

Oggi Gilia Italia è un team di quattordici professionisti diversi. Una squadra multitasking, come la definisce il fondatore che racconta: «In Italia siamo stati tra i primi a sperimentare consulenze di questo tipo e tuttora siamo gli unici a garantire un servizio "vecchio stampo", che in fondo è anche il nostro cavallo di battaglia e la ragione per cui abbiamo avuto successo - continua - Nell'era dei computer, in cui tutti i professionisti lavorano esclusivamente con il supporto di potenti programmi di progettazione, noi abbiamo scelto di continuare a lavorare con un metodo che potrebbe risultare obsoleto, ma è di certo quello più affascinante. Così i nostri progetti per i clienti, eccetto richieste particolari, sono sempre realizzati a china e acquarello».

«Abbiamo collaborato e collaboriamo con altre aziende e l'idea è quella di diventare un franchising e offrire i nostri servizi non solo ai privati, ma anche alle agenzie immobiliari», racconta il giovane. «Più volte ci è stato proposto di spostarci o avviare un attività come Gilia al Nord. E probabilmente fuori sarebbe stato più facile che qua, ma ci piace rischiare. E con internet abbiamo abbattuto quasi tutte le barriere».

Consulenze veloci, senza costi di trasferte per chi lavora e dispendio di tempo per i clienti. Con la possibilità di un confronto costante durante i lavori e anche dopo. «Uno dei motivi che ci ha spinto a migliorare le nostre consulenze on line è stata proprio l'esigenza di seguirli anche nelle fasi successive - spiega Gianmarco - Anche per questo i nostri principali clienti sono quasi sempre giovani come noi, probabilmente perché abituati al concetto di confronto virtuale che non è detto sia meno soddisfacente, anzi». Poi, sulla scelta di lavorare nella propria città, dice: «Se tutti i giovani andassero fuori, col tempo a Catania mancherebbero gli stimoli. Siamo catanesi e orgogliosi della nostra territorialità, con l'idea di voler crescere a contribuire alla crescita della città. Semplicemente lavorando qui».

[Foto di Gilia Italia]

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