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Cittadini in corteo contro la discarica Tiritì
«Muoviamoci, ci stanno facendo le scarpe»

Due manifestazioni sono partite contemporaneamente da Motta Sant'Anastasia e Misterbianco per congiungersi alle porte dell'impianto di proprietà della Oikos spa. Le proteste riguardano l'ampliamento del sito disposto dal piano regionale dei rifiuti varato quasi un anno fa. «Chiediamo al governo Crocetta lo stesso impegno che ha avuto per il Muos», afferma Anthony Barbagallo, deputato all'Ars del Pd. La mozione da lui presentata è sostenuta anche dal Movimento 5 stelle. «Questa è una battaglia di civiltà», tuona la grillina Angela Foti. Guarda le foto

Carmen Valisano

Due distinti cortei, uno partito da Motta Sant'Anastasia e l'altro da Misterbianco, si sono incontrati stamattina al bivio che unisce i due paesi e la strada che porta alla discarica in contrada Tiritì di proprietà dell'Oikos spa. I manifestanti hanno bloccato per quasi un'ora il traffico della statale 121 Catania-Paternò, creando una lunga coda di auto e mezzi. Qualche momento di tensione con gli automobilisti, ma non sono mancati gli incoraggiamenti rivolti ai cittadini.

La battaglia intrapresa dai residenti dei due Comuni dell'hinterland riguarda l'ampliamento del sito verso la contigua contrada Valanghe d'inverno autorizzato dalla Regione. Le tre vasche da oltre due milioni di metri cubi sono ormai pronte e il vecchio impianto esaurito. La situazione al momento è in stallo. Per fronteggiare l'emergenza, gli 88 comuni isolani che conferiscono alle porte dei due paesi sono autorizzati a indirizzare le lunghe colonne di compattatori verso la discarica catanese della Sicula trasporti, ma il timore è che venga concessa all'Oikos un'autorizzazione temporanea che potrebbe trasformarsi in definitiva. «Muoviamoci perché ci stanno facendo le scarpe», è l'esortazione di Paolo Conti, membro del comitato che da tempo si oppone all'ampliamento.

«Non vogliamo questo mostro che continua a pulsare a pochi chilometri da qui», afferma con decisione il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo. Assenza (ingiustificata ma prevedibile, sussurrano i concittadini mottesi) per Angelo Giuffrida che aveva inizialmente garantito la propria presenza. Di Guardo è netto: «Vadano lontano dai paesi. Non abbiamo nulla contro i titolari e i lavoratori - precisa - ma abbiamo già dato, da 30 anni». A camminare assieme ai cittadini due deputati dell'Assemblea regionale siciliana, Anthony Barbagallo del Partito democratico e Angela Foti del Movimento 5 stelle. L'esponente del Pd è primo firmatario di una mozione all'Ars per la revoca dell'autorizzazione all'ampliamento che verrà discussa nelle prossime settimane: «Un atto giusto - lo definisce - Chiediamo al governo Crocetta lo stesso impegno che ha avuto per il Muos». E poi aggiunge: «C'è una gerarchia di interessi pubblici da tutelare quando decidiamo di occuparci di governo del territorio». Il riferimento è alle eventuali ripercussioni sull'occupazione. «Non possiamo far morire la gente per tutelare posti di lavoro». Dello stesso avviso è la grillina Foti che ribadisce l'appoggio del Movimento alla mozione: «Ci vogliono prendere in giro con il ricatto dei posti di lavoro. Siamo stufi. Il lavoro si può creare in un altro modo». E continua: «Il mercato immobiliare a Misterbianco non vale niente». Chi comprerebbe una casa a meno di 800 metri dal più grande impianto emergenziale della Sicilia orientale? Disagi di vario genere, ma anche timori per le potenziali ripercussioni sulla salute acuiti dalle recenti vicende giudiziarie. «Questa è una battaglia di civiltà», conclude.

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