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Giarre, il centrodestra candida Bonaccorsi
Il tecnico di sinistra che giocava a calcio

Negli ultimi tre anni, da assessore al Bilancio del Comune di Catania, ha affrontato una situazione difficile che promette di aver sanato. Negli anni '80 ha giocato nella squadra di calcio locale fino alla serie C2. Ora prova, guidando la coalizione che fa riferimento al Pdl, a diventare sindaco del centro ionico. Annuncia discontinuità dei valori, nonostante la presenza nelle sue liste di molti ex della passata amministrazione, e propone un programma in dieci punti: rifiuti, cenere, digitalizzazione, creazione di eventi di lunga durata. «Ho le competenze per risollevare questa città»

Salvo Catalano

Negli anni '80 ha fatto l'attaccante nella Giarre calcio fino alla serie C2, poi si è dedicato interamente ai numeri diventando un apprezzato commercialista, quindi assessore al Bilancio del Comune di Catania a partire dal 2010. Nell'ultimo anno il sindaco Raffaele Stancanelli lo ha scelto come suo vice. Roberto Bonaccorsi, 55 anni, sposato e con un figlio, è il candidato sindaco del centrodestra nel centro ionico. «Il rapporto che mi lega alla mia città è dato dall’affetto che avevo da ragazzino per i colori gialloblu», spiega. Si presenta appoggiato dal partito più forte a Giarre, il Pdl, e da cinque liste civiche. Ma a promuovere la sua candidatura sono arrivati gli amici di sinistra: Franco Battiato, parente e cliente del commercialista Bonaccorsi, il compagno di classe alle scuole elementari Sebastiano Messina, editorialista di Repubblica, ed Elita Schillaci, docente di Economia all'Università di Catania. Insieme hanno fatto da testimonial ad un incontro pubblico venerdì scorso, in uno stile più simile a quello di Enzo Bianco che di Stancanelli.

Bonaccorsi, la candidatura nel centrodestra è stata offerta a tante persone che hanno rifiutato. Come mai lei ha accettato?
Non la considero una diminutio. Ho accettato perché le condizioni che avevo posto sono state soddisfatte. Dato che vengo da un’altra storia, avevo chiesto di non far parte di un partito politico, di presentarmi con una lista civica, di avere indipendenza nella scelta dei candidati. Il piano è ripetere il modello Catania, garantendo il senso di dovere verso la coalizione che rappresento. Potevo anche rimanere al mio posto, Stancanelli voleva riconfermarmi.

Da chi è arrivata la proposta di candidarsi a sindaco di Giarre?
Da Pippo Pagano (senatore del Pdl originario di Giarre ndr). Ma io non ero mai entrato nella sede di un partito.

Come giudica l’amministrazione del sindaco uscente Sodano?
Le aspettative che vi erano sono venute meno. Basta girare per la città, che ha carenze enormi, soprattutto dal punto di vista amministrativo. C’è stato un accentramento di poteri enorme, smisurato su un unico dirigente. La politica ha abdicato al proprio ruolo.

Parla del dirigente dell’area Risorse Letterio Lipari?
Sì. La politica si è deresponsabilizzata, demandando responsabilità al burocrate che non ne risponde nei confronti della città. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Se parliamo di politica che si affida ad un burocrate potrebbe venire in mente anche il suo caso.
No, assolutamente. Io sono un tecnico che si assume le responsabilità. A Catania in consiglio comunale sono sempre andato io, non mi sono mai fatto assistere da nessuno. Davo le risposte in qualità di tecnico che prende decisioni politiche.

Non crede che il partito che ora la sostiene, il Pdl, avendo appoggiato a lungo l’amministrazione Sodano, sia corresponsabile del degrado attuale?
Quando una città nell’arco di vent’anni perde i suoi connotati, ritengo che le responsabilità sono da dividere tra tutti, anche con la società civile, perché significa che io, da cittadino giarrese, non ho esercitato la pressioni giuste. Ho voluto una lista civica per marcare una discontinuità.

Ma candidate tanti uomini che hanno avuto responsabilità nelle precedenti amministrazioni. Come si può parlare di discontinuità?
Io parlo di discontinuità non tanto negli uomini, quanto nei valori. A Giarre siamo sempre gli stessi, ci conosciamo tutti. Con Salvo Vitale (designato vicesindaco dal candidato Salvo Andò ndr) abbiamo un rapporto di fraterna amicizia. Ritengo invece che la discontinuità delle idee possa essere esercitata da chi tiene il timone in mano e i miei valori sono diversi da quelli dell’amministrazione Sodano.

Come fa a fidarsi di persone che hanno contribuito alla situazione di degrado attuale?
Perché è il comandante che dà la rotta. Quello che ho chiesto e quello che mi è stato dato mi permette di avere questa sicurezza.

Dopo tanti anni, a Giarre non si presenta una lista direttamente collegata al Movimento per l’Autonomia, partito del sindaco uscente e secondo più votato cinque anni fa. E’ alla ricerca di questi voti?
No, io non ho mai incontrato l’ex sindaco Sodano e gli uomini del Mpa che si sono presentati alle regionali e alle nazionali sono candidati con Salvo Andò.

Lei sostiene di aver salvato Catania, che tuttavia è in pre-dissesto.
La realtà degli enti locali, da Siracusa ad Alessandria, è stata testimoniata dalla puntata di Presa Diretta su Rai3. Il comune di Catania nel 2002 godeva di 300milioni di euro di trasferimenti nazionali e regionali. Quest’anno di appena 120milioni. Prima incassavi due terzi delle entrate dallo Stato, ora devi chiederli ai tuoi cittadini. Negli ultimi cinque anni a Catania la situazione è nettamente migliorata, ma merita ancora un’enorme attenzione. Le novità legislative approvate nel luglio scorso dal governo Monti hanno comportato una revisione straordinaria dei residui attivi, con l’eliminazione di quelli ante 2006. Si trattava di 140milioni di euro iscritti in bilancio tra il 1990 e il 2006. Ecco perché siamo stati costretti a chiedere l’accesso al piano di risanamento. La nostra spesa corrente era in ordine.

In ordine, ma, come spiega Milano Finanza, aumentata nonostante il calo del numero dei dipendenti.
Quei dati sono una bufala. Non si può rapportare una spesa corrente del 1993 al 2011 senza rivalutare il dato. È come se mi dicessero oggi che sono sprecone perché pago un litro di gasolio 1,80 euro mentre nel 1993 costava 0,51 euro. Sono sprecone se consumo più carburante, non se pago di più.

Ma per i prossimi anni la città sarà vincolata negli investimenti e costretta ad una pressione fiscale ai massimi livelli.
Il dissesto l’avrebbe limitata maggiormente. La pressione fiscale può essere rimodulata in presenza di nuovi risparmi, ma c’è sempre un vincolo dell’equilibrio del piano di risanamento. Comunque se la pressione fiscale è aumentata, i catanesi ci devono dire grazie. Abbiamo spedito 150mila avvisi di accertamento e recuperato 140milioni di evasione. La pressione tributaria è aumentata perché abbiamo allargato la base imponibile, non perché abbiamo aumentato le tasse.

La situazione economica di Giarre è paragonabile a quella di Catania?
Non ho contezza di tutti i numeri. Non ho trovato il piano economico di gestione. La situazione è difficile ma non come a Catania cinque anni fa.

Sono state avviate anche qui le procedure per il pre-dissesto. Questo significa che tutte le tasse saranno portate al massimo. Dove si ritagliano le risorse per i servizi?
Abbiamo un programma in dieci punti che rimodula alcune attività all’interno dell’ente, permettendo di fare risparmi senza incidere in nessun servizio ed eliminando qualche privilegio. Sono presuntuoso: la mia capacità di lettura di quel bilancio mi porterà a trovare le risorse necessarie.

Qualche esempio? Tre cose da fare a costo zero?
La digitalizzazione degli atti amministrativi, diretta streaming delle sedute del consiglio comunale e l’obbligo per tutti i consiglieri e gli assessori di dotarsi di un indirizzo di posta certificata. Ma per parlare di programmazione bisogna aspettare il responso sul piano di risanamento. Ho letto una delibera della Corte dei conti che avanza qualche perplessità. Nessuno di noi ha contezza di quanto successo tra il Ministero e il Comune. Se il piano non dovesse venire accettato, non ci sarebbe alternativa al dissesto. E in questo caso le strategie cambierebbero.

In attesa della riforma regionale, qual è la soluzione per risolvere l’emergenza rifiuti?
Gli Ato sono stati un’idea ottima, ma con un’applicazione concreta pessima. La situazione attuale è figlia della scelta di aver tolto agli amministratori la responsabilità diretta del risultato della gestione. Gli Ato, soggetti giuridici senza risorse proprie, diventano stazioni appaltanti e le risorse le devono dare i Comuni, che spesso non pagano. Gli Ato non pagano i fornitori, la macchina si blocca e le responsabilità vengono rimpallata. Chi gestisce il servizio e chi paga viene intermediato dal Comune e così non funziona.

Quindi pensa alla gestione diretta di tutto il ciclo dei rifiuti?
La riforma lo prevede dando comunque possibilità di gestire insieme ad altri Comuni alcune attività come la discarica. Mentre è chiaro che lo spazzamento e l’eventuale premialità della differenziata devono essere gestiti direttamente.

Ripartirebbe con il porta a porta su tutto il territorio comunale?
Sì, perché dove è stato gestito in modo sano ha permesso di arrivare a percentuali di differenziata molto alta. Si potrebbe pensare ad un sistema misto, con la creazione di un centro per la differenziata dove il cittadino possa portare direttamente i rifiuti. In questo caso scatterebbe un meccanismo di premialità, con riduzioni sull’imposta.

Prenderebbe in considerazione l’Aimeri per gestire il servizio?
Se il livello di valutazione è il servizio offerto in questi anni, sicuramente no. Ritengo che le ditte devono essere scelte con la massima trasparenza. Per questo coinvolgerei la prefettura in queste decisioni. Io non voglio conoscere, né scegliere i miei fornitori.

Per convivere con il problema della cenere vulcanica si è parlato della creazione di un consorzio di Comuni con mezzi gestiti dalla protezione civile regionale. Secondo lei è la strada da seguire?
L’ordinamento giuridico lo prevede, ma ho un’idea diversa. In questa situazione ci sarebbero abbastanza mezzi per tutti? Quale Comune inizierebbe prima la pulizia delle strade? I mezzi verrebbero usati proporzionalmente in tutti i Comuni? O i sindaci devono fare a gara? Io credo che il Comune debba dotarsi di strutture proprie per il pronto intervento, attrezzi che potranno essere usati anche dopo per la pulizia ordinaria della città. Un bobcat nuovo costa 30mila euro più Iva. Cifre importanti, ma abbordabili.

Crede che la penalizzazione dell’ospedale sia ormai definitiva o si può ancora fare qualcosa?
Indubbiamente alcune scelte sono state fatte, anche qui è mancata la politica. Un territorio così vasto non può rimanere sguarnito di pronto soccorso. Difenderemo i servizi esistenti e proveremo ad attivare quelli oggi fermi o sottodimensionati.

Rivedrebbe il contratto con la Giarre Parcheggi che gestisce le strisce blu?
Sì, ma si tratta di un project financing, quindi va garantito l’equilibrio economico. Non conosco ancora bene i numeri, ma non possiamo rischiare di incorrere in risarcimenti enormi. Ritengo però che sia vessatoria la parte della multa, di circa 40 euro, di competenza del Comune. A Catania è di 23 euro. L’importo spettante all’ente va ridotto al limite minimo previsto dalla norma.

La Giarre Parcheggi ha già presentato un contenzioso da 2milioni di euro.
È un problema, bisogna vedere se quegli obblighi contrattuali esistono. Me ne occuperò direttamente, perché ne ho le competenze.

Prenderà lei stesso la delega all’Economia e al Bilancio?
Non mi piace il sindaco che accentra le deleghe, però la situazione è particolare. A seguito della riforma, avremo solo quattro assessori. Se all’interno della giunta ci sarà una professionalità tale da rivestire l’incarico, lo lascerò. Altrimenti terrò per me l’assessorato al Bilancio.

Cosa fare delle opere incompiute?
Qualcuna potrebbe avere una prospettiva immediata con progetti di finanza seri e trasparenti. È il caso della piscina, visto che in questo settore esiste un mercato vasto. Il teatro rientra nel contratto di quartiere e mi auguro che venga completato. Il mio sogno è abbattere le tribune del campo d’atletica, che sono un obbrobrio. Ho fatto fare un preventivo e servono ingenti risorse, soprattutto per lo smaltimento in discarica.

Quanto costerebbe?
Mi devono dare i conteggi definitivi.

Cosa pensa del progetto del Parco archeologico della fondazione Incompiuto siciliano?
Mi piace l’effervescenza di chi ha immaginato di usare come risorsa qualcosa di negativo. Li ritengo soggetti validi. Come amministratore però non mi piace che un’incompiuta possa rimanere tale, quindi mi auguro che questo parco non si realizzi mai.

A proposito delle spese pazze del Comune: bollette telefoniche di alcuni dipendenti da migliaia di euro e i costi esorbitanti per il trasferimento degli uffici comunali. Che provvedimenti prenderebbe?
La colpa è della politica che non ha controllato. La magistratura accerterà eventuali responsabilità personali. Io ho cognizione per andare a verificare quello che è successo e lo farò. Non ho bisogno di rivolgermi ad un esperto.

Come rivitalizzare il centro storico?
Abito in piazza Duomo ed è triste vedere che non è più un centro di aggregazione. Per una parte cospicua del programma ho coinvolto alcuni ragazzi che hanno molte curiosità artistico-culturali. Il centro storico deve essere il teatro di eventi che non durano un giorno. Giarre ha già due manifestazioni importanti: il premio Alfio Russo e la Giara d’argento. Ritengo che possano diventare il momento finale di un’attività che deve durare di più.

Pensa a dei festival?
Sì, penso ad esempio a Cortina incontra. Si potrebbe abbinare un premio per la saggistica, portando in città i migliori autori per attirare i giovani che si approcciano a questo tipo di lavoro. Basta pagare vitto e alloggio agli ospiti. Penso a coinvolgere tutte le piazze di Giarre, anche in periferia, come quella della frazione di Miscarello, un balcone sulla città di cui sono innamorato ma che non è assolutamente valorizzato.

Quanto spenderete per la campagna elettorale?
Al massimo 8mila euro. Qualcuno ha criticato le spese per i manifesti: uno delle dimensioni 6metri per 3 costa 150 euro, ne ho fatti nove.

Se dovesse arrivare al ballottaggio come si comporterebbe?
A meno di un cataclisma, dovrei arrivarci come concorrente. Ma mi auguro di vincere al primo turno. In ogni caso, non so se conviene fare alleanze prima del ballottaggio, perché rischi di escludere dal premio di maggioranza chi ti è stato vicino fino a quel momento. I 12 seggi andrebbe a beneficio di altri soggetti, perché la coalizione includerebbe anche chi si aggrega solo alla fine.

È vero che lei è di sinistra?
Sì, vengo da una formazione politica di sinistra. I miei riferimento culturali sono stati di sinistra. Ma quando si amministra un ente locale, l’unico obiettivo è l’interesse generale. Che non è né di centro, né di destra, né di sinistra.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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