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Briganti Librino, ennesimo furto nella sede della squadra
Saraceno: «Non è attacco a noi, ma ci mette in difficoltà»

L'incursione è stata compiuta nella notte tra giovedì e venerdì. La porta d'ingresso è stata fortemente danneggiata e sono stati portati via oggetti da lavoro e un defibrillatore. Il presidente: «Siamo già al lavoro per ricomprare tutto»

Gabriele Ruggieri

«Oggi avremmo voluto festeggiare i nove anni del Campo San Teodoro Liberato in modo molto diverso, ma ieri abbiamo trovato una brutta sorpresa, con la porta blindata fatta a pezzi e con i ladri che hanno rubato quello che avevamo messo insieme con mille sacrifici». Inizia così l'ultimo post sui social dei Briganti Librino, la squadra di rugby del quartiere popolare di Catania.

«Pensiamo sia accaduto tra la notte di giovedì e venerdì - dice a MeridioNews Mirko Saraceno, presidente dei BrigantiCe ne siamo accorti ieri mattina e tra le diverse cose che sono riusciti a portare via ci sono anche oggetti che per la nostra attività sono importanti, su tutti il defibrillatore, ma anche l'idropulitrice, una piastra, oggetti da lavoro e saremo anche costretti a sostituire la porta. Non deve essere stato facile aprirla, ci hanno dovuto perdere del tempo».

I Briganti non sono nuovi a episodi di questo tipo, dai furti ai danneggiamenti, passando per il rogo che nel 2018 ha devastato la sede. «L'ultimo episodio risale a un anno fa, sempre in questo periodo - continua Saraceno - Non pensiamo, però, che si sia trattato di un attacco diretto nei nostri confronti, un gesto per ledere la figura della squadra, per quello che facciamo per il quartiere o per i ragazzi, credo sia proprio un tentativo disperato legato alla situazione socioeconomica che stiamo vivendo». 

Ma la situazione economica difficile non ha risparmiato neanche i Briganti, vista la natura volontaria del progetto. «Ci mettono nelle condizioni di non potere operare come facevamo un tempo - aggiunge il presidente - e non possiamo essere presenti sul territorio come lo eravamo una volta, sia per l'emergenza sanitaria che per la vicenda del campo, con i lavori iniziati nel giugno 2019 e ancora non terminati. Siamo in difficoltà, ma siamo nuovamente operativi e ci stiamo muovendo per ricomprare tutto il materiale che è stato rubato».  

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