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Calcio Catania: il futuro della società in discussione?
Ambiente preoccupato per i risvolti della trattativa

Le frizioni tra Joe Tacopina e Sigi non lasciano ben sperare chi vorrebbe una svolta positiva per il destino della squadra rossazzurra, mentre si attendono risposte dall'Agenzia dell'Entrate e dal Comune di Mascalucia

Antonio Costa

Le frizioni tra Joe Tacopina e la Sigi hanno messo nuovamente in discussione il futuro del Calcio Catania. Le preoccupazioni di tutto l’ambiente si concentrano ormai sull’eventualità che la trattativa tra l’avvocato italo-americano e la proprietà del club salti definitivamente, mandando così in fumo i sogni di chi già pregustava un destino a stelle e strisce per la società rossazzurra. Una possibilità da tenere in considerazione, stando a quanto accaduto nelle scorse quarantotto ore, ma quel che la piazza si chiede davvero è se il Catania rischierebbe di tornare nel baratro se Tacopina si tirasse realmente indietro per le difficoltà mai superate del tutto e tornate attuali dall’inizio di questa settimana.

I contatti tra l’entourage dell’ex presidente del Venezia e quello della Sigi sono comunque andati avanti anche ieri e pare che la tensione sia stata notevolmente alleggerita dal messaggio di distensione diffuso ieri mattina dall’avvocato Giovanni Ferraù, attraverso i social. Il dialogo tra le parti quindi continua ancora, ma non significa che sia già tornato sulla retta via. Piuttosto è naturale pensare che, pure in questo caso, servirà avere pazienza per capire se ci sarà ancora l’opportunità di riprendere a lavorare a braccetto, per arrivare a quella fumata bianca che per mesi è sembrata a un passo e ora è diventata quasi un miraggio. Per questo tutti si chiedono se in caso contrario esista un piano B e se la Sigi abbia già chiara un’alternativa. Tacopina rappresenta per la stragrande maggioranza dei tifosi una garanzia per il futuro del Calcio Catania e per il ritorno dei colori rossazzurri agli antichi fasti, ma ciò che adesso la piazza vuole realmente è che l’attuale proprietà scongiuri ancora una volta ogni possibile rischio di fallimento della società, proprio com’è accaduto lo scorso 23 luglio.

In molti nei mesi scorsi ci hanno più volte messo la faccia, ma nell’ultimo periodo è stato fatto quasi esclusivamente dall’avvocato Ferraù. Dal presidente della Sigi sono spesso arrivati i segnali che hanno scandito i tempi della trattativa con Tacopina, ma anche di quelle portate avanti con l’Agenzia delle Entrate e con il Comune di Mascalucia, dai quali si attendono ancora le risposte definitive sulla riduzione del debito richiesta in entrambi i casi a beneficio del Calcio Catania. Adesso però chi ama i colori rossazzurri vuole sapere chiaramente se per qualcuno le idee e le priorità sono cambiate e se esistono realmente pareri contrastanti all’interno della SpA che detiene la proprietà del club. Chi teme ancora oggi per la sopravvivenza della matricola 11700 chiede che vengano definiti in modo palese i prossimi obiettivi. I tifosi del Catania vogliono conoscere le reali volontà di chi magari non ritiene più proficuo portare avanti la trattativa con Tacopina, ed eventualmente il perché.

Senza dimenticare che Gaetano Nicolosi, principale investitore di Sigi e quindi del Calcio Catania, avrebbe anche il diritto di esprimere il proprio pensiero in merito a tutto ciò che è accaduto negli ultimi giorni e all’opportunità di trattare la cessione della società etnea con chi può garantirle un cammino più ambizioso e meno tortuoso di quello imboccato negli ultimi anni.

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