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I business dei Santapaola a Paternò e Belpasso
Le mani su pizzo, droga e disoccupazione agricola

L'operazione dei carabinieri ha impegnato oltre trecento militari provenienti da mezza Sicilia. In carcere sono finiti in trenta, dieci le custodie cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari. Leggi i nomi

Redazione

Estorsioni - alcune consumate, altre no per il rifiuto delle vittime di piegarsi alle minacce -, traffico di droga, truffe sui sussidi statali riservati ai braccianti. Il business dei clan mafiosi di Paternò e Belpasso era diversificato. Questo è ciò che emerge dall'operazione Sotto Scacco, che questa mattina ha portato all'arresto di 40 persone, tre quarti dei quali finiti in carcere. Il blitz, eseguito dai carabinieri con l'impegno di oltre trecento militari provenienti da mezza Sicilia, ha colpito le articolazioni locali dei Santapaola-Ercolano.

A Paternò, l'operazione ha riguardato tutte e tre i gruppi legati alla famiglia di Cosa nostra etnea: Alleruzzo, Assinnata e Amantea. L'indagine ha permesso di ricostruire le gerarchie attuali, a distanza di tempo dalle operazioni che nel corso degli anni hanno fatto luce sugli equilibri della criminalità organizzata nel centro etneo. In mano agli inquirenti ci sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Mirko e Gianluca Presti, Orazio Farina e Giuseppe Caliò. Sono loro ad avere spiegato come nel 2017, il boss Santo Alleruzzo - ergastolano che godeva di permessi premio - abbia sfruttato il ritorno a Paternò per impartire direttive al clan. Alla guida del gruppo Assinnata, tra gennaio 2018 e giugno 2019, ci sarebbe stato invece Pietro Puglisi. La famiglia Amantea avrebbe avuto invece la propria guida in Vito Salvatore Amantea - figlio di Franco, l'uomo che nei giorni scorsi è risultato percepire il reddito di cittadinanza - e Giuseppe Beato. Secondo gli inquirenti, a gestire il gruppo dei Santapaola a Belpasso erano Barbaro Stimoli e Daniele Licciardello.

Alessandro Fazio

Alfio Medolaro

Alfio PirroA

Andrea La DelfaAl

Angelo Nicotra

Barbaro Cosentino

Barbaro Stimoli

Carmelo Parisi

Cristian Terranova

Daniele Licciardello

Davide Befumo

Domenico Assinnata

Enrico Corsaro

Francesco Alleruzzo

Francesco Mobilia

Giorgio Freni

Giovanni Battista Giangreco

Giuseppe Beato

Giuseppe Mobilia

Giuseppe Orto

Giuseppe Recca

Giuseppe Sinatra

Ivan Scuderi

Lorenzo Di Leo

Lorenzo Schillaci

Marco Di Leo

Maurizio Sinatra

Michele Fontanarossa

Omar Borzì

Orazio Sinatra

Pietro Puglisi

Salvatore Amantea

Salvatore Stimoli

Salvatore Tortomasi

Santo Alleruzzo

Sebastiano Di Mauro

Vincenzo Gattarello

Vincenzo Stimoli

La mafia avrebbe avuto un duplice rapporto con il mondo imprenditoriale: tra chi andava sottomesso al pizzo c'era chi si è opposto come la nota azienda dolciaria Condorelli, che ha denunciato la richiesta, e chi si mostrava compiacente al punto da favorire in maniera occulta gli affari della cosca come avrebbe fatto Salvatore Tortomasi, titolare di un'azienda che commercia prodotti agricoli. L'uomo avrebbe ottenuto in cambio protezione e la possibilità di acquisire una posizione dominante nel mercato di riferimento. A Paternò, il gioielliere Angelo Nicotra e l'imprenditore Enrico Maria Corsaro avrebbero favorito rispettivamente Pietro Puglisi e Vito Salvatore Amantea, nel tentativo di nascondere soldi sporchi.

La mafia a Paternò aveva messo le mani anche nelle indennità di disoccupazione previste per i braccianti stagionali. Lo schema era quello già attuato in altre circostanze simili: grazie alla compiacenza di persone di fiducia, si facevano risultare come operai persone che in realtà non lavoravano nei campi. Il tutto per riuscire ad accumulare le giornate necessarie per fare scattare le indennità. Ai falsi braccianti andavano 20 euro al giorno, mentre il resto restava nelle mani di Salvatore Vito Amantea e Beato.

I nomi degli arrestati
In carcere:

Alleruzzo Francesco, nato a Palermo il 22/12/1982
Alleruzzo Santo, nato a Paternò il 21/03/1954;
Amantea Salvatore Vito, nato a Paternò il 19/10/1995;
Assinnata Domenico Filippo, nato a Agira il 29/04/1952;
Beato Giuseppe, nato a Paternò il 30/11/1979;
Befumo Davide Alessandro nato a Paternò il 08/05/1980;
Borzì Omar Francesco, nato a Augusta il 18/09/1989;
Di Leo Lorenzo, nato a Paternò 10/11/1991;
Di Leo Marco, nato a Paternò il 10/11/1991;
Di Mauro Sebastiano, nato a Catania il 13/04/1994;
Fazio Alessandro, nato a Paternò il 06/07/1977;
Fontanarosa Michele, nato a Catania il 13.4.1957;
Freni Giorgio, nato a Catania il 27/10/1965;
Gattarello Vincenzo, nato a Catania il 03/02/1982;
Licciardello Daniele, nato a Catania il 07/08/1973;
Mendolaro Alfio, nato a Catania il 28/06/1981;
Mobilia Francesco, nato a Paternò il 19/05/1980;
Mobilia Giuseppe, nato a Paternò il 19/11/1977;
Parisi Carmelo, nato a Paternò (CT) il 08/04/1975;
Puglisi Pietro, nato a Paternò il 11/08/1974;
Recca Giuseppe, nato a Catania il 05/09/1963;
Schillaci Lorenzo Michele, nato a Troina (EN) il 25/04/1968;
Scuderi Ivan Gianfranco, nato a Catania il 10/10/1992;
Sinatra Orazio, nato a Paternò il 22/01/1971;
Sinatra Giuseppe, nato a Paternò il 27/12/1993;
Stimoli Barbaro, nato a Paternò il 01/07/1978;
Stimoli Salvatore, nato a Paternò 02/12/1981;
Stimoli Vincenzo junior, nato a Paternò il 30/09/1994;
Terranova Cristian, nato a Paternò il 24/09/1992;
Tortomasi Salvatore, nato a Paternò il 16/03/1958.

Ai domiciliari:
Corsao Enrico Maria nato a Catania il 15.12.1972;
Cosentino Barbaro Luca Maria, nato a Paternò il 06/07/1995;
Giangreco Giovanni Battista, nato a Paternò il 15/08/1995;
La Delfa Andrea, nato a Paternò il 25/10/1980;
Malandrino Pasqualino, nato a Siracusa il 27/06/1981;
Nicotra Angelo nato a Catania il 12.12.1974;
Orto Giuseppe, nato a Paternò il 03/06/1962;
Pirro Alfio, nato a Catania il 26/09/1975;
Saraceno Sebastiano, nato a Siracusa il 06/12/1965;
Sinatra Maurizio, nato a Paternò 08/05/1988.

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