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Acireale, si è dimessa la presidente del Consiglio
«Non esiste maggioranza, mi sono sentita sola»

Ieri, durante un discorso di poco più di due minuti, Sonia Abbotto ha fatto un passo indietro dopo «una lunga riflessione, per motivi personali». A MeridioNews fa notare come, al momento, non ci sia coesione tra i pentastellati locali

Carmelo Lombardo

«Proseguirò il mio mandato da consigliera comunale. Con quale maggioranza questo non lo so: al momento, una maggioranza non c'è». Sonia Abbotto si è dimessa dalla carica di presidente del Consiglio comunale di Acireale. La sua decisione è arrivata ieri sera, con un discorso durato poco più di due minuti, sul finale dei lavori in aula. A MeridioNews rivendica la sua scelta, arrivata - come ha scritto in un comunicato - «dopo una lunga riflessione, per motivi personali». La sua scelta di fare un passo indietro è l'emblema di una maggioranza, quella del M5s locale, che adesso sembra solo la lontana sagoma di quella squadra che a giugno 2018 vinse le elezioni a fianco del sindaco Stefano Alì.

«A un certo punto, mi sono sentita sola - spiega Abbotto a MeridioNews - Ci eravamo promessi un cambio di passo per una politica che si smarcasse da quelle dinamiche da borgata a cui avevamo assistito in passato. Questo tipo di politica non fa per me: io sono attaccata al bene comune. Non siamo riusciti a fare il salto di qualità per portare avanti i nostri valori». Abbotto non fa riferimento a fatti specifici e non punta il dito contro nessun collega, ma per lei «è stato tutto un crescendo di situazioni in cui non ho sentito la fiducia e l'appoggio delle alte cariche. Non c'è stato un intervento decisivo a mio favore - aggiunge - A me piaceva l'idea di condividere le idee con l'intero gruppo, ma questo non è accaduto». 

«Dall'altro lato, dovevamo prendere delle decisioni in maniera netta - continua la ex presidente - ma, in certi passaggi, ha persistito quella politica urlata che non mi appartiene». Sul destino della maggioranza pentastellata acese Abbotto si augura che il sogno iniziato anni fa continui. «Mi rivedo molto nell'ex premier Giuseppe Conte - commenta - Seguendo una politica fatta di valori progressisti. Quello che sta succedendo in maggioranza è sotto gli occhi di tutti. Maggioranza è chi rema dalla stessa parte e fa quadrato: ma non mi pare che ad Acireale sia così. Dal canto mio - sottolinea - ho cercato di portare avanti l'incarico con sobrietà e nel rispetto delle istituzioni e del sindaco».

A fare capire il momento di crisi che sta attraversando il gruppo di maggioranza è anche Pippo D'Angelo, il capogruppo in Consiglio comunale del M5s. «Assistiamo a delle situazioni non proprio serene - afferma - Bisogna cambiare registro, altrimenti potremmo andare anche a casa. Ci vuole coesione». I riferimenti di D'Angelo vanno anche a La città che vogliamo, gruppo civico composto da Camillo Trovato, Rosaria Pittera, Roberta Cundari e Angela Fichera, che lo scorso novembre sono fuoriusciti dal M5s. Secondo il capogruppo, al momento, non ci sono nomi pronti a sostituire la dimissionaria Abbotto. «Anche se l'atmosfera, negli ultimi mesi, non è stata proprio buona, queste dimissioni arrivano a sorpresa - dichiara D'Angelo - Venerdì faremo una riunione e vedremo cosa si deciderà. Chiedo a tutti i colleghi di tornare uniti».

La ferita politica ormai sembra aperta. Una crisi partita da quando la deputata regionale acese Angela Foti ha lasciato il Movimento per passare ad Attiva Sicilia. La giunta guidata da Alì aveva visto le dimissioni di Salvatore Pirrone, vicesindaco rimasto in carica solo un anno, sempre legate a differenti visioni politiche che si erano venute a creare con l'apparato amministrativo. A queste si sono aggiunte le dimissioni, poi ritirate, del vicesindaco Carmelo Grasso e di Angela Marino dal ruolo di capogruppo. Adesso, tocca al primo cittadino tentare di trovare la quadra per non acuire la crisi. «Ad Abbotto va tutta la mia riconoscenza per la figura di grande caratura che è stata. Noi come gruppo non abbiamo interessi di segreteria o dettati da promesse elettorali, spesso ci sono anche differenze culturali - afferma il sindaco - Quello che ci lega è il dovere civico: capita che alcuni screzi non vengano superati. Forse è dovuto anche al fatto che alcuni obiettivi, per essere raggiunti, richiedono tempo e causano pessimismo». Adesso Alì lancia un appello ai consiglieri. «È necessario un ritorno all'unità - conclude - perché ci aspettano decisioni importanti da prendere e un programma da portare avanti».

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