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Catania, tante idee per l'uso di monopattini e bici
Ma a mancare sono ancora i circuiti e le zone 30

È di poche settimane fa la manifestazione d'interesse rivolta ai privati per l'utilizzo dei mezzi alternativi alle auto. Mentre è in cantiere il progetto per le piste ciclabili. Inturri: «Bene le iniziative, ma sono necessarie aree a velocità ridotta» 

Carmelo Lombardo

Bus a bassa emissione di anidride carbonica, piste ciclabili e introduzione del monopattino elettrico. Catania si prepara alla mobilità a basso impatto ecologico, nel tentativo di mettersi al passo con le grandi città europee. Le iniziative da parte dell'amministrazione in questo senso sono diverse. A febbraio è partita la convenzione con Amt (la partecipata che si occupa di trasporti) per nuove flotte di autobus, mentre è di poche settimane fa l'ultima idea del Comune di aprire la strada all'uso dei monopattini in città.  È fissata per il prossimo 11 maggio la scadenza della manifestazione d'interesse indetta dagli uffici dell'ente per dotare il capoluogo etneo di un parco mezzi che va dai 300 ai mille monopattini, che potranno essere noleggiati tramite un servizio sharing.

«Il bando è aperto a tutti gli operatori nazionali del settore - afferma Mario Monica, responsabile unico del procedimento - Non sappiamo ancora quante domande siano arrivate: valuteremo tutto alla scadenza dei termini. Insieme alle proposte dei privati saranno valutate anche iniziative di arredo urbano da abbinare al servizio». Per le casse comunali l'iniziativa sarà a costo zero, mentre la ditta che si aggiudicherà l'appalto dovrà pensare a mettere a disposizione un'applicazione per l'utilizzo dei mezzi. I monopattini dovranno essere dotati di geolocalizzazione e di un servizio di prenotazione rapida. Tutti gli oneri e gli introiti andranno al privato che, però, dovrà stipulare una polizza assicurativa con massimale di almeno sei milioni di euro. Inoltre - come riportato dal bando di gestione - l'amministrazione comunale resta sollevata da ogni danno ai monopattini. Inoltre rientra tra gli obblighi del privato garantire che il servizio si svolga nel rispetto delle condizioni di sicurezza stradale.

Sui monopattini elettrici e sulle altre forme di mobilità alternativa che dovranno essere introdotte a Catania si sofferma il professore Giuseppe Inturri, docente di Trasporti presso il dipartimento di Ingegneria civile e Architettura. «Il monopattino è particolarmente interessante, ultimamente viene adottato in molte città del mondo - spiega Inturri a MeridioNews - È molto diffuso perché economico, maneggevole e non inquina». Inturri fa notare anche gli aspetti negativi. «Se non ci sono piste ciclabili, il monopattino può andare su strada ed è regolato dal codice - continua - È un mezzo che rispetto alla bicicletta ha un cambiamento repentino di direzione e questo può causare incidenti». Motivo per cui, secondo Inturri, a Catania sarebbe necessario un incremento di zone 30 e di piste ciclabili. Proprio sulle piste ciclabili il Comune, lo scorso 24 aprile, ha presentato la gara per la progettazione di 40 chilometri di corsie da realizzare entro il 2023. Il circuito prevede un collegamento tra Aci Catello, passando per il lungomare, fino alla Playa: tutto sarà finanziato con oltre otto milioni di fondi europei e rientra nell'ambito dei progetti comunitari di Agenda urbana. Il concorso di progettazione parte da 160mila euro ed è aperto agli esperti nel settore che dovranno confrontarsi anche con le associazioni ambientaliste.

«Nella maggior parte delle città c'è una compresenza del 50 per cento tra biciclette e monopattini - osserva Inturri - Catania si sta adeguando. Al momento non ci sono abbastanza percorsi che facilitano l'utilizzo di biciclette e monopattini, ma il progetto sulle piste ciclabili fa ben sperare: questi 40 chilometri aggiunti ai 20 già esistenti costituirebbero un'azione importante» L'obiettivo principale è quello di ridurre in maniera importante la velocità delle auto. «A Catania, a parte qualche strada, non abbiamo una vera e propria zona 30 - conclude Inturri - Oltre a ridurre l'inquinamento, limitando le velocità delle auto avremo una naturale diminuzione degli incidenti».

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