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Reddito di cittadinanza, i 600 tirocini al passo di lumaca
Proroga salva fondi. Adesso ci sarà tempo fino a dicembre

«Un progetto di grande valore» che rischia di trasformarsi in un flop. Avrebbero dovuto essere attivi a giugno, ma le aziende chiedono competenze che non ci sono. Intanto, per soggetti svantaggiati o percettori del sussidio il lavoro resta un miraggio 

Dario De Luca

Foto di: Kelly Sikkema

Foto di: Kelly Sikkema

Da tre a cinquanta nel giro di tre mesi. In media 4,1 tirocini attivati ogni settimana. Numeri davvero bassi se si considera che a dicembre 2020 l'obiettivo prefissato era toccare quota 600 entro giugno 2021. Sul tavolo un maxi progetto di apprendistato, portato avanti dal Comune di Catania come ente capofila del distretto socio-sanitario 16, che comprende anche i Comuni di Motta Sant'Anastasia e Misterbianco. Destinatari «gli emarginati del mondo del lavoro» e nello specifico percettori del reddito di cittadinanza e soggetti svantaggiati. Nello specifico, si tratta di percorsi con durata massima di sei mesi per i quali è riconosciuto un compenso di 600 euro che si andrebbe a sommare alla misura di sostegno economico ideata dal Movimento 5 stelle. 

Il tutto dovrebbe essere svolto all'interno delle aziende del territorio di riferimento del distretto, anche grazie alla firma di una convenzione con alcune associazioni di categoria - tra cui Confindustria e Confcommercio - e a un riconoscimento economico di 400 euro a tirocinio per coprire le spese assicurative dei tirocinanti. In ballo c'è un finanziamento di quasi due milioni e mezzo di euro provenienti dai fondi Pon inclusione 2014-2020. Uno dei nodi di questa storia - che rischia di trasformarsi in un flop - era proprio la perdita del finanziamento. Così, a febbraio scorso, Palazzo degli elefanti aveva chiesto al ministero del Lavoro una proroga per l'attivazione dei tirocini. 

La posticipazione è stata accordata e ci sarà tempo fino al 31 dicembre prossimo. «Stiamo andando avanti e continuiamo a lavorare con le solite difficoltà. Le aziende chiedono qualifiche particolari mentre nel nostro bacino non riusciamo a trovare cittadini con i requisiti necessari», spiega a MeridioNews Salvatrice Rizzo, dirigente e coordinatrice del centro per l'impiego di Catania. Per cercare di fare incontrare domanda e offerta, il 31 marzo è stato anche firmato un protocollo di collaborazione tra l'ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Catania e il distretto socio-sanitario. 

Si tratta di quattro esperti che cercheranno di fornire le indicazioni utili per attivare la procedura. Stando ai documenti, fanno parte di questo gruppo Lorena Raspanti, Laura Aliano, Salvatore Riera e Antonietta Schembri. Quest'ultima, dal 2010 al 2013, è stata consulente dell'assessorato alle Politiche sociali del Comune etneo. «Tra gli ultimi tirocini partiti abbiamo il coinvolgimento del settore del commercio, grazie ad alcuni supermercati - conclude Rizzo - e quello relativo all'assistenza alle persone». L'obiettivo è alzare la media generale per non trasformare in un flop «un progetto di grande valore».

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