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Rifiuti, buste aperte per la gara settennale a Catania
Tra i partecipanti la ditta coinvolta in Garbage Affair

La prima seduta della procedura da oltre 300 milioni di euro si è svolta questa mattina. A spiccare è la mancata presenza della Dusty, l'impresa che attualmente svolge il servizio: «Appalto diseconomico». Nessuna offerta per la zona centrale

Simone Olivelli

Sono Ecocar e SuperEco le due imprese che si sono fatte avanti per gestire la raccolta dei rifiuti a Catania. Il dato, secondo quanto verificato da MeridioNews, arriva dalla prima seduta della maxi-gara da 334 milioni di euro con cui il Comune spera di affidare il servizio per sette anni, mettendo fine al lunghissimo periodo di affidamenti temporanei. Le buste sono state aperte questa mattina dalla commissione presieduta da Sebastiano Magnano. Un primo atto utile alla valutazione della documentazione amministrativa, da cui è scaturita l'ammissione di entrambe le imprese, mentre spicca la mancata partecipazione della Dusty, la ditta che attualmente raccoglie i rifiuti nel capoluogo etneo.

In attesa di conoscere i ribassi economici, si può già dire che uno dei tre lotti in cui è stato diviso il territorio resta scoperto. Si tratta del secondo, quello riguardante la zona centrale di Catania, il cui importo a base d'asta sfiora i 163 milioni. Numeri alla mano è la parte più importante, con un quasi 96mila famiglie residenti, ovvero quasi la metà del tessuto cittadino. Per Catania Nord  - 33mila famiglie, per un totale di oltre 66mila abitanti - hanno proposto l'offerta sia Ecocar che SuperEco, mentre per il lotto Catania Sud - 38mila famiglie e più di 94mila residenti - è stata soltanto la Ecocar a farsi avanti.

Proprio il nome di quest'ultima ai più attenti non risulterà nuovo. L'impresa, infatti, è quella coinvolta nell'inchiesta della Direzione investigativa antimafia denominata Garbage Affair, che nel 2018 portò agli arresti dei funzionari comunali Orazio Fazio, Massimo Rosso e Leonardi Musumeci. Al centro del blitz finì Antonio Deodati, l'amministratore della Ipi, società che con Oikos ha raccolto i rifiuti a Catania dal 2011 al 2017. A settembre 2018 per i funzionari Rosso e Fazio e l'imprenditore romano arrivò la condanna in abbreviato. Deodati è stato condannato nelle vesti di socio della Ecocar, che al tempo del blitz gestiva il servizio di raccolta insieme alla Senesi. Attualmente Ecocar è controllata da Spea, la cui metà delle quote è detenute dalla moglie di Deodati, Magdalena Ewa Pawlik, e la restante parte da Chiara e Arianna Todini. Laziale (di Latina, ndr), oltre che Ecocar, è anche la SuperEco. La società ha sede a Cassino, in provincia di Frosinone, ed è di proprietà di Carlo Ciummo, 34enne figlio di Vittorio, l'imprenditore della Ego Eco condannato a cinque anni per fatti legati alla gestione dei rifiuti a Minturno, centro in provincia di Latina. 

«La gara è diseconomica sotto tutti i punti di vista e contiene previsioni vessatorie che rendono impossibile la formulazione di un'offerta seria». Sono queste le parole con cui Rossella Pezzino de Geronimo, l'amministratrice di Dusty, spiega a MeridioNews il motivo per cui l'impresa ha deciso di non partecipare. «Non so di quali particolari condizioni possano godere le uniche due imprese che hanno partecipato alla gara per gestire un appalto - conclude - con tutte le criticità ivi contenute». 

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