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Belpasso, la frattura del gruppo consiliare Belpasso Futura
Licandri: «I fuoriusciti hanno bloccato percorso di crescita»

Durante quello che il consigliere Santi Borzì ha definito «un consiglio comunale politico e di chiarezza» è arrivata la comunicazione che Gaetano Campisi e la presidente Patrizia Vinci lasciano. Il coordinatore assicura che non ci sarà più spazio per «gli opportunisti»

Marta Silvestre

«Un consiglio comunale politico e di chiarezza». Sono queste le parole che ha usato il consigliere Santi Borzì per definire la seduta del civico consesso che si è tenuta giovedì a Belpasso. Dopo poco più di 20 minuti dall'inizio, la presidente Patrizia Vinci da la parola al consigliere Gaetano Campisi. A lui è affidato il compito di dare un'importante comunicazione che cambia gli equilibri: «Dopo alcune discordanze su alcune visioni e dopo alcune riunioni fatte nei giorni scorsi con il gruppo Belpasso Futura, la mia persona e la presidente Vinci abbiamo preso la scelta di uscire dal gruppo». 

Una decisione che «non è stata semplice ma ampiamente ponderata nel corso del tempo», ci tiene a precisare Campisi prima di concludere il proprio intervento di poco più di due minuti. A prendere parola subito dopo è il consigliere Borzì che resta insieme a Massimo Condorelli all'interno di Belpasso Futura. «Abbiamo avuto una dialettica interna nel gruppo sin da subito dopo le elezioni amministrative del 2018 - ammette - La scelta della presidente Vinci e del consigliere Campisi giunge stasera ma lo sapevamo già da circa un mese». Entrambi, adesso, passano al gruppo misto. Una mossa che per Borzì è come il proseguo di un primo atto che era andato in scena durante la seduta del Consiglio comunale dello scorso 15 gennaio. Quando, con quello che era stato definito un «tradimento», Patrizia Vinci era stata eletta presidente al posto proprio di Borzì su cui ci sarebbe già stato un accordo di coalizione. «Innegabile che ci siano state fratture e divisioni nel gruppo ma la storia si analizza a posteriori», ha commentato.

Il sindaco Daniele Motta era sempre rimasto convinto della compattezza della maggioranza. Ma era stato smentito, almeno in parte, dal coordinatore di Belpasso Futura Salvo Licandri che a MeridioNews aveva parlato di «una crepa che non si risolve in due ore». E, in effetti, la crepa pare tutt'altro che risolta quando di ore ne sono già passate molto più di due. «In politica siamo abituati al fatto che quando una minoranza non accetta una leadership o non riesce a emergere tende a romperla o a cambiare aria». In questo caso, la scelta sarebbe caduta sulla seconda opzione per Licandri che si dice «dispiaciuto gli elettori che hanno visto rallentato, quando non stoppato, un percorso di crescita a causa dei due fuoriusciti». Una esperienza di cui Licandri intende comunque fare tesoro per «non permettere in futuro agli opportunisti di utilizzare la nostra formazione politica come passaporto per girovagare in cerca di posizioni politiche». 

E, intanto, tra le fila dei consiglieri è stato accolto - «con entusiasmo» dal primo cittadino - Enrico Gangemi, eletto nella lista Scelgo Daniele Motta. Il 27enne subentra alla dimissionaria Fiorella Vadalà che mantiene, però, la sua carica di assessora all'Istruzione. 

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