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Svincolo Bicocca, si va verso la risoluzione del contratto
Azienda in difficoltà, disattesa la promessa alla Regione

Anas potrebbe comunicare a Mit Costruttori di Adrano la volontà di chiudere il rapporto per inadempienze nell'esecuzione dell'appalto. L'impresa addebita i ritardi a cause tecniche. A pressare affinché si trovi una soluzione è anche il governo Musumeci

Simone Olivelli

Foto di: Dario De Luca

Foto di: Dario De Luca

Due mesi e mezzo non erano tanti e in effetti sono passati in fretta. Ma soprattutto senza particolari novità in cantiere. Altre invece, di diversa natura, potrebbero arrivare a breve e sono riconducibili all'avere disatteso il termine - «non un ultimatum, una promessa dell'impresa», ragionano dagli uffici di Anas - per la conclusione dei lavori allo svincolo Bicocca della tangenziale di Catania. Con l'estate che sui termometri è già arrivata, la storia dell'appalto per la rotatoria che dovrebbe regolare il traffico in uscita verso l'aeroporto e il mercato agroalimentare continua a essere un rompicapo. Chi giornalmente percorre la strada a scorrimento veloce fatica a notare quei passi avanti promessi a marzo dall'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. Ed è anche per questo che dal governo guidato da Nello Musumeci di recente è arrivata la richiesta ad Anas di procedere per trovare una soluzione

Parlare di soluzioni, nel caso di un cantiere che va a rilento, lontano dai ritmi previsti dal progetto, significa guardare altrove. Cercare un altro esecutore e, va da sé, procedere alla risoluzione del contratto con l'aggiudicatrice della gara d'appalto. Destinataria del provvedimento potrebbe quindi essere la Mit Costruttori, società di Adrano di proprietà di Alfio e Nicola Caltabiano. «Ci stiamo impegnando al massimo, ma ci sono attese che non dipendono da noi - dichiara uno dei soci contattato da MeridioNews -. Le prove per il calcestruzzo o l'approvazione per l'utilizzo di materiali diversi, seppure d'accordo con la stazione appaltante, richiedono tempi precisi». Sullo sfondo però secondo molti ci sarebbero le difficoltà finanziarie in cui la Mit Costruttori versa da tempo. Al punto la società ha presentato richiesta di concordato preventivo al tribunale di Catania. «Senza questi problemi i lavori potrebbero essere completati nell'arco di un mese, così invece ci sono difficoltà oggettive», è la versione che trapela dagli uffici Anas.

Ciò che al momento sembra impossibile stabilire è paradossalmente la conclusione di un cantiere che, al momento della firma del contratto, non si sarebbe mai creduto potesse protrarsi fino all'estate 2021. E gli impedimenti dettati dal Covid-19 hanno avuto un riflesso, ma fino a un certo punto. «All'azienda è stato proposto di occuparsi soltanto delle rampe d'accesso, per poi lasciare il resto del lavoro a un'altra impresa - fanno sapere dal governo Musumeci - Pare però che ci siano difficoltà anche a fare questo e quindi, a meno di un improvviso cambio di ritmo, è possibile che Anas procederà a risolvere il contratto». Nei mesi scorsi, a tenere banco era stata anche l'ipotesi che la lentezza nell'esecuzione dei lavori potesse in qualche modo essere legata a crediti vantati da Mit Costruttori. «A questa domanda, non abbiamo risposte da dare», commentano dall'azienda. Anas, invece, assicura che, oltre ad avere tutti i pagamenti in regola, finora si è andati «incontro alle esigenze dell'impresa».

A portare all'attenzione il tema dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese è stata nei giorni scorsi Ance Sicilia, l'associazione che rappresenta i costruttori dell'isola. «La Regione dallo scorso mese di novembre non paga le imprese edili che, nonostante tutto, hanno continuato a garantire la prosecuzione dei lavori. Le nostre imprese hanno potuto mantenere i cantieri, in tempo di pandemia, solo grazie a soldi  anticipati dalle banche e ricorrendo a tutti gli aiuti statali possibili», ha dichiarato in una nota il presidente regionale Santo Cutrone. L'associazione ha poi annunciato che la conseguenza indiretta di questi ritardi potrebbe portare al licenziamento degli operai. «Il caso dei lavori allo svincolo Bicocca non ha nulla a che vedere con ritardi nei pagamenti», chiosa l'assessore Falcone.

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