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Dal braccio di ferro con Ikea a un nuovo Leroy Merlin 
Ora sorgerà accanto al negozio dell'azienda svedese

A realizzare «una grande struttura commerciale di vendita» è la società Iko 2, la stessa che nel 2005 portava avanti il progetto della società di arredamento. In mezzo una lunga battaglia fatti di ricorsi e sentenze. Adesso il via libera

Dario De Luca

Proprio al confine con la sede della multinazionale svedese Ikeaa due passi dal vicino canale Buttaceto. Il tutto lungo via Passo del Cavaliere, all'interno della zona industriale nord di Catania. È qui che dovrebbe arrivare una nuova colata di cemento per la realizzazione di una «grande struttura commerciale di vendita» targata Leroy Merlin, azienda francese della grande distribuzione, specializzata in bricolage e fai-da-te, che in Sicilia è già presente nell'area del centro commerciale Etnapolis. Il nuovo traguardo ha già raccolto una lunga serie di autorizzazioni e pareri favorevoli. L'ultimo è quello della direzione Attività produttive del Comune di Catania con cui è stato disposto l'ok al progetto di variante alla prima concessione edificatoria risalente al 2012. Un cambio in corsa che cela un lungo braccio di ferro tra Ikea la società Iko 2 srl. Un tempo unite in nome degli affari e poi diventate concorrenti a suon di ricorsi giudiziari. 

Quando le acque non erano ancora agitate, la Iko 2 - amministrata dal lombardo Cesare Meregalli - era stata la società incaricata da Ikea per predisporne lo sbarco in Sicilia. Era febbraio del 2005 quando le due società firmarono un contratto per la realizzazione di un complesso commerciale negli stabilimenti dell'ex Cesame 2. Meregalli e il suo gruppo si sarebbero dovuti occupare di fornire l'opera chiavi in mano, un po' come accaduto con tutti gli insediamenti di questo genere che, negli ultimi vent'anni, sono nati nel territorio etneo: costruiti da società di intermediazione e poi venduti a grossi gruppi imprenditoriali. Tutto sembrava filare liscio tanto che Iko 2 arrivò a bandire la gara d'appalto e ad affidare i lavori per la realizzazione del megastore da vendere alla multinazionale svedese. A ottenerlo, come emerse anche in un verbale dell'indagine Iblis, era stato l'imprenditore Mariano Incarbone. Eppure, il progetto nel 2008 sembrò arenarsi. Meregalli all'epoca citò delle «divergenze commerciali», e tra Ikea e il suo general contractor si finì con una citazione in giudizio per danni, con l'uomo d'affari lombardo che lamentò la mancata firma del contratto preliminare uscendo di scena dall'affare. 

Alla fine Ikea è comunque riuscita ad aprire il suo megastore e, a quanto pare, Meregalli potrebbe prendersi, con qualche anno di ritardo, la sua rivincita. Ad allungare i tempi dopo l'inizio dei lavori nel 2013, come emerge dai documenti in possesso di MeridioNews, sarebbero stati dei problemi di vicinato con l'azienda svedese attraverso la sua articolazione Ikea Italia Property. Ancora una volta, a essere chiamati per risolvere la questione sono stati i giudici con un contenzioso in sede civile. Dal canto suo, Ikea lamentava una serie di criticità. Dalla «mancata disponibilità di una viabilità per il nuovo insediamento», con l'utilizzo di quello già realizzato proprio da Ikea, passando per una serie di presunte problematiche su parcheggi, smaltimento acque nere e piovane.

Si arriva a una serie di sentenze, l'ultima del 2020, con cui viene stabilita la proprietà ad Ikea. Il progetto però non si arena ma viene rimodulato. Il nuovo insediamento commerciale passerà da 17mila metri quadrati (come si vede nel progetto in foto) a 12mila, mentre la volumetria da 161mila metri cubi a 80mila. Numeri che tradotti, come si legge nel progetto, significano che si passerà «da tre edifici giuntati» a una struttura unica. Il progetto di variante prevede l'eliminazione dei parcheggi sotterranei e la costruzione a raso a ridosso dell'edificio principale. 

Durante il 2021 sono state tre le conferenze dei servizi convocate al Comune di Catania per capire l'evoluzione del progetto, così da arrivare all'autorizzazione dei lavori in variante. La prima risale al 29 gennaio, mentre le altre due si sono tenute il 12 maggio e il 4 giugno. Anche in questi verbali si fa riferimento al contenzioso tra Iko e Ikea. Sul punto, la società di Meregalli ha tranquillizzato il Comune indicando come le particelle oggetto del contendere non farebbero più parte del progetto in questione. Altro nodo è, invece, quello della viabilità con le due società che il 23 aprile avrebbero raggiunto un accordo, non depositato nella conferenza dei servizi in virtù di «un vincolo di riservatezza che ci è stato imposto da Ikea», si legge nei documenti. Il 28 maggio l'esistenza di un accordo transattivo per mettere fine alla lite viene effettivamente messo nero su bianco in un'ordinanza del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana. A breve i lavori, dopo anni di stop, potrebbero riprendere. 

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