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Grimaldi Group lancia la nave green più grande al mondo
Investe ancora su Catania, ma sul calcio «solo un aiuto»

Battesimo per la Eco Catania, una delle 12 navi progettate dal colosso del mare per ridurre le emissioni pur essendo più grandi delle attuali. Tanti i ringraziamenti: per le ricadute occupazionali e, dal sindaco Pogliese, «per l'aiuto in un momento delicato per la città» 

Claudia Campese

GG5G. Una sigla che per Grimaldi Group, il colosso del trasporto via mare, significa una conquista. Sono 12 le navi della quinta generazione Grimaldi green, tra cui Eco Catania, battezzata al porto del capoluogo etneo da cui prende il nome. Progettate e brevettate da Grimaldi, sono state commissionate ai cantieri cinesi che ne hanno già consegnate quattro. Al momento sono le navi ecologiche per il trasporto merci ro-ro, cioè a caricamento orizzontale, più grandi al mondo. Il battesimo è stato anche l'occasione per scambiare due chiacchiere con Eugenio Grimaldi, executive manager di Grimaldi Group, su un'altra sua grande passione oltre al mare: il calcio. E, nello specifico, il Calcio Catania, di cui è sponsor anche in virtù dell'amicizia con il sindaco etneo e primo tifoso Salvo Pogliese e Gaetano Nicolosi, principale investitore diSigi, la società che gestisce il club. Entrambi presenti all'inaugurazione della Eco Catania.

L'imbarcazione, lunga 238 metri e larga 34, con i suoi sette ponti può trasportare fino a 500 semi-rimorchi e 180 automobili. Un colosso che però, a parità di velocità, consuma lo stesso carburante delle più piccole classi precedenti, dimezzando così le emissioni per singola unità trasportata. L'innovazione sta però nelle zero emissioni quando la nave è ferma al porto, perché alimentata da mega batterie al litio che si ricaricano durante la navigazione. Un ingente investimento che arriva in un momento delicato per l'economia. «Quando alcune linee in convenzione con lo Stato hanno interrotto la loro attività, noi abbiamo impiegato le nostre unità - spiega Grimaldi - Quindi, di fatto, abbiamo dimostrato di essere una vera e propria continuità territoriale. Durante la pandemia, l'alternativa marittima è stata in realtà la soluzione».

Soddisfazione non solo per il risultato, ma anche per le ricadute in termini di lavoro che potrà avere. «Qui al porto di Catania, a inizio anno, abbiamo avuto un problema occupazionale che stiamo cercando di risolvere e queste nuove navi eco-sostenibili, con le loro potenzialità, ci fanno essere più ottimisti per il futuro», dice Alberto Chiovelli, presidente dell'Autorità portuale della Sicilia Orientale. E a sottolineare il ruolo di Grimaldi a Catania, città «con un forte potenziale logistico», è stato anche il sindaco di Catania Salvo Pogliese. Che, durante un breve discorso, si spinge oltre e ringrazia «l'amico Eugenio Grimaldi per la sensibilità che hai dimostrato quando ti abbiamo chiesto una mano per supportare la nostra città in momenti molto delicati. Sai perfettamente a cosa mi riferisco...».

Lo sa, ma preferisce non dirlo Eugenio Grimaldi. D'altronde, spiega a MeridioNews, sono tanti i motivi che lo legano a Catania. Compresa l'attività nel sociale con la lotta ai tumori e di supporto a un'organizzazione di comunità di recupero per tossicodipendenti che starebbe pensando di aprire una sede a Catania. Ma che ancora non ha aperto. E allora sembra lecito, considerata la comune passione per il calcio, ipotizzare che il sindaco si riferisse alla sponsorizzazione di Grimaldi al Calcio Catania, in un momento di difficoltà per Sigi in cui le trattative per la cessione a Joe Tacopina apparivano già incerte e le spese - tra debiti e iscrizione al nuovo campionato - sempre più ingenti. Tanto da venire risolte con una raccolta fondi tra i tifosi e, soprattutto, 500mila euro arrivati da anonimi investitori maltesi. E proprio l'isola di Malta torna anche nella storia imprenditoriale dei Grimaldi, così come Catania.

Se quindi chiedere a Eugenio Grimaldi i nomi degli anonimi benefattori sia impossibile - o quanto meno inutile - si può certo chiedere se sia legittimo supporre che lui sia tra i pochi a conoscerli. La risposta svicola, ma non troppo: «Beh, diciamo che con varie controllate maltesi e avendo acquisito una società di Stato maltese, di Malta so qualcosa...», sorride. Il legame con Catania è poi scontato, così come la nota amicizia con Pogliese e con Gaetano Nicolosi, «che è anche un mio cliente. Potevo non aiutarlo?». Quando però gli si chiede se abbia considerato un suo ingresso tra i soci del Calcio Catania, Grimaldi si fa più netto: «No, perché credo che i tempi siano cambiati e oggi non puoi semplicemente investire in una squadra di calcio, devi starci dietro. E io - sorride di nuovo, guardandosi intorno nella nuova Eco Catania - sono un po' impegnato».

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
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