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Paternò, imprenditori agricoli in assemblea contro incendi
«Siamo già in crisi. Stavolta non possiamo farcela da soli»

Dalle rimostranze per evitare il ripetersi di roghi come quelli che negli ultimi giorni hanno devastato aziende e azzerato agrumeti e uliveti su oltre mille ettari di terreno, alle problematiche che da tempo affliggono il settore. Agricoltori sul piede di guerra, chiedono risposte alle istituzioni

Salvatore Caruso

Non hanno voluto restare in silenzio gli imprenditori agricoli e gli allevatori della Piana di Catania, le cui aziende, ubicate nelle contrade di Sciddicuni, Ponte Barca, San Nicolò, Poira, Castellaccio, nei pressi dell’Oasi di Ponte Barca, in territorio di Paternò, sono state devastate domenica scorsa da una serie di incendi probabilmente di matrice dolosa: fiamme che hanno devastato oltre mille ettari di terreno, provocando complessivamente danni a oltre 80 aziende sia agricole che di allevamento. Cosi, ieri pomeriggio, nei pressi del fiume Simeto, si è tenuta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato oltre agli imprenditori del territorio, anche quelli provenienti da altre zone del catanese, dalla provincia di Ragusa e Siracusa.

Presenti associazioni territoriali, sindacati di base, rappresentanze istituzionali, alcuni partiti politici. Nel corso dell’assemblea sono state affrontate, oltre a quella degli incendi, diverse problematiche: ossia quelle legate alle difficoltà nell’irrigare i fondi agricoli, ai prodotti sottopagati e sicurezza nelle campagne. Presenti anche carabinieri e polizia municipale: «Hanno finito col bruciare la provincia di Enna e adesso hanno cominciato con quella di Catania - ha esordito nel suo intervento l’imprenditore agricolo Emanuele Feltri, che domenica scorsa ha visto la propria azienda del tutto distrutta - Siamo qui per denunciare quanto subito e per gettare le basi affinché non si ripeta mai più. Domenica scorsa l’incendio ha distrutto agrumeti, uliveti e impianti di irrigazione; sono crollati i tetti di alcune case». 

Feltri ha evidenziato che l’agricoltura è già in ginocchio per la siccità e la carenza di infrastrutture, adesso ad aggravare il suo stato di salute anche gli incendi. «Stavolta non possiamo farcela da soli; chiediamo un aiuto da parte della Regione, chiameremo un tavolo tecnico con la presenza di alcuni agricoltori, alcuni sindacati e dell’assessorato alla Regione - prosegue Feltri - Gli agricoltori si sono esposti, anche coraggiosamente per elencare i problemi e chiedere degli interventi urgenti ma oltre questo è emersa a più voci la fortissima esigenza di una nuova riforma agraria. Capace di far ripartire l’agricoltura e la zootecnia in Sicilia, con le nuove sfide climatiche e un’alternativa al mercato della Gdo che ci ha schiacciato».

Il sindacato Altragricoltura ha inoltrato all’assessore regionale Antonio Scilla la richiesta di un incontro per affrontare il problema dei danni da incendi alle aziende agricole e alle comunità rurali, la loro prevenzione e le iniziative per il ripristino dei luoghi e mettere in sicurezza il territorio. Sulla vicenda è intervenuto anche il vice sindaco di Paternò Ezio Mannino che, assieme alla vice presidente del consiglio, Martina Ardizzone, ha fatto sentire la voce e la presenza delle istituzioni paternesi: «Esprimiamo solidarietà a tutti gli agricoltori che purtroppo hanno subito dei danni a causa di eventi su cui il comune di Paternò ha proceduto a presentare denuncia contro ignoti; chiederemo un tavolo tecnico alla Prefettura per aver al riguardo un aiuto». 

Sono tante le esigenze di imprenditori e ad allevatori attivi nelle zona degli incendi: tra queste ripristino delle strade delle contrade che «potrebbero arrivare - suggerisco gli imprenditori - attraverso i fondi europei che finanziano al 100 per cento le strade interpoderali; il tutto è possibile solo se a presentare il progetto è il comune». Una condotta nuova che dal consorzio di bonifica 9 che porti acqua irrigua nelle contrade e ancora un «contributo procapite per tutte le realtà agricole e zootecniche che hanno subito danni». 

Il Presidio Partecipativo del Patto del Fiume Simeto sta elaborando, al riguardo, un programma di azioni che «mirino a trasformare l’indignazione e i bisogni del territorio in proposte concrete e percorsi strategici per dare risposte strutturali ad un problema ricorrente negli ultimi decenni». Solidarietà all’imprenditore Emanuele Feltri e agli allevatori e agricoltori di quella zona è stata espressa da Valentina Palmeri - Deputata Europa Verde all’Ars, da Carmelo Sardegna - Europa Verde Sicilia e da Mauro Mangano - Europa Verde Catania. La deputata dei verdi all'Ars e vicepresidente commissione ambiente, Valentina Palmeri ha specificato che questione sarà trattata «nelle commissioni di merito e che gli agricoltori non possono essere lasciati soli, servono soluzioni integrate che coinvolgano sia l'assessore all'ambiente che quello all'agricoltura, con una serie di misure che agiscano su più fronti, e questo si può fare soltanto attraverso l'ascolto dei diretti interessati. Si deve fare ogni sforzo per assicurare i responsabili alla giustizia, spesso vere e proprie organizzazioni criminali, e al contempo si deve trovare un modo efficace per aiutare gli agricoltori e scoraggiare l'abbandono dei terreni agricoli, abbandono che oggi si concretizza in vari modi, anche attraverso la cessione a terzi per la realizzazione di mega parchi solari».

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