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Regionali 2022, i moderati cominciano a guardarsi intorno
Giuffrida: «Musumeci? Una possibilità, ma serve confronto»

L'ex deputato regionale Salvo Giuffrida, oggi tra gli esponenti del neonato partito Coraggio Italia, è stato intervistato nel corso della rassegna stampa di Radio Fantastica. Inevitabile una riflessione in vista della futura campagna elettorale

Umberto Triolo

Quale forza di centro per i moderati in Sicilia? È il grande interrogativo emerso durante l'intervista a Salvo Giuffrida di Coraggio Italia, partito da poco nato e fondato da Giovanni Totoi, durante la rassegna stampa in diretta su Radio Fantastica. L'ex deputato regionale ha tracciato i possibili scenari per la politica nostrana. Soprattutto per coloro che, nel centrodestra, non hanno intenzione di abbracciare la Lega di Matteo Salvini o di confluire in Fratelli d'Italia. La componente moderata, infatti, nella coalizione pare essere ormai destinata a essere schiacciata dalle forze sovraniste o leghiste. 

A questo punto il richiamo all'originaria identità, nei democristiani rimasti orfani dal terremoto dei primi anni '90, sembra essere l'unica strada percorribile. Rimane però da capire dove e con chi. Da una parte c'è la squadra formata da Udc, Italia Viva, ex MpA e Cantiere Popolare. Dall'altra la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro che continua il suo percorso di crescita nei territori. «Ritengo che i valori della Dc - ha dichiarato Giuffrida - non siano mai tramontati. C'è stato un riposizionamento in altre compagini di centro. Oggi l'intraprendenza di Cuffaro va a riaggregare coloro che si rivedono in quelle posizioni; ci sono anche i giovani ma bisogna spiegare gli ideali, il pluralismo democratico che spingeva nel fare politica nella Democrazia Cristiana che ha fatto le grandi riforme e ha amministrato per quarant'anni. L'iniziativa di Cuffaro è lodevole. Oggi c'è una realtà diversa. Se troveremo quei momenti di sintesi nel centro, chi ha quei valori si avvicinerà. Resta un discorso aperto che vedremo da qui ad un anno».

Sullo sfondo resta la prossima competizione per le Regionali. Nello Musumeci ha già annunciato la sua ricandidatura alla presidenza ma non tutti concordano. In gioco c'è l'appoggio dei centristi e dei moderati davanti a una Diventerà Bellissima che ancora deve chiarire se resterà single o andrà a nozze con la Lega, diventando leghissima, o con Fratelli d'Italia e quindi italianissima. «Ancora il quadro è molto fluido - ha aggiunto l'ex deputato - C'è il presidente Musumeci che ha detto che si vuole ricandidare quindi oggi rimane il candidato forte del centrodestra. Poi c'è quest'area di centro che si sta cominciando a formare ma che deve avere una candidato forte; non dobbiamo presentarci ai cittadini come un'operazione elettorale ma con un personaggio credibile, un programma e una prospettiva concreta. Fino ad oggi - ha sottolineato Giuffrida - di concreto non c'è nulla. Musumeci dovrà chiarire i rapporti con gli alleati. Se riuscirà, potrebbe essere riproposto. Tante situazione che creano qualche mal di pancia vanno chiarite. Sicuramente in questo contesto di alleanze il centro dovrà avere una propria prospettiva e dovrà essere coinvolto. Se questo non avverrà - conclude - ci guarderemo intorno».

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