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Caso Mediaset, la protesta passa da Catania
«Berlusconi sia trattato come ogni cittadino»

A poche ore dalla sentenza della Cassazione sul processo che vede coinvolto l'ex premier, anche alle pendici dell'Etna ieri sera i cittadini si sono riuniti davanti al tribunale per dire no alle disuguaglianze davanti alla legge. «Non siamo contro nessuno, ma a difesa della democrazia e della carta costituzionale», precisa il promotore Goffredo D'Antona. Tra striscioni, bandiere No Muos e letture su indifferenza e libertà, solidarietà a Nino Di Matteo, pm palermitano minacciato dalla mafia. Guarda le foto

Perla Maria Gubernale

«C'è un'Italia, maggioritaria, che chiede che la legge sia uguale per tutti e che Silvio Berlusconi sia trattato esattamente come ogni altro cittadino». A poche ore dalla sentenza della Cassazione sul processo che vede coinvolto l'ex premier per la compravendita dei diritti televisivi delle reti Mediaset, anche a Catania - in contemporanea con Palermo, Cagliari, Parma, Salerno, Parma, Torino, Milano, Roma e Zurigo - ieri sera i cittadini si sono riuniti davanti al Palazzo di giustizia etneo per dire no ad una politica che, in caso di condanna del leader del centro destra, minaccia di paralizzare i lavori in Parlamento e togliere il sostegno al governo. Con un leitmotiv in comune, «Nessuno è più uguale degli altri», e lo stesso obiettivo: riportare l’attenzione sul tema della difesa della Costituzione.

«Non siamo contro nessuno, ma siamo qui per difendere la democrazia e la Costituzione», esordisce l'avvocato Goffredo D'Antona, promotore della tappa catanese insieme a Massimo Malerba, sindacalista Cgil. Un presidio a sostegno dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti la legge, quindi, ma anche per esprimere solidarietà a Nino Di Matteo, pubblico ministero palermitano alla guida dell’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia e che recentemente ha ricevuto minacce di morte da Cosa nostra.

Complice forse il forte caldo di ieri, alla manifestazione etnea ha preso parte appena qualche decina di persone. «Pochi ma buoni», ironizza D'Antona. Presenti giovani e meno giovani, rappresentanti di gruppi politici, movimenti civici o semplici cittadini. Tutti intervenuti per fare la propria parte per «difendere la Costituzione» e affermare che la «la legge è uguale per tutti i cittadini».

Tra striscioni per Di Matteo, cartelli con gli articoli della Costituzione italiana, volantini con su scritto «La legge è uguale per tutti» e bandiere No Muos, sulla scalinata di piazza Verga gli organizzatori si sono alternati nella lettura di alcuni brani sulla carta costituzionale, indifferenza, democrazia e libertà. Dal discorso agli studenti di Milano di Piero Calamandrei, ad Antonio Gramsci, fino a Pericle. A chiudere il presidio, le parole di una lettera del pm Di Matteo in cui il magistrato ringrazia i promotori delle mobilitazioni in tutta Italia.

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