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Adrano, la chiusura dell'asilo comunale finisce al ministero
Genitori: «Senza fondi non sanno dirci se e quando riaprirà»

Mamme e papà di una quarantina di bambini, dopo l'incontro con il commissario straordinario hanno scritto una lettera-appello alla ministra per le Pari opportunità e per la Famiglia Elena Bonetti: «Serve l'autorizzazione per fare ripartire un servizio fondamentale»

Marta Silvestre

La vicenda della chiusura dell'asilo nido comunale di Adrano è finita sul tavolo della ministra per le Pari opportunità e per la Famiglia Elena Bonetti. Sono stati i papà e le mamme di una quarantina di bambini (dai tre mesi ai tre anni) a scriverle una lettera dopo avere denunciato la mancata riapertura dell'asilo Aylan Kurdi e in seguito all'incontro con il commissario straordinario Angelo Sajeva, arrivato alla guida del Comune dopo una mozione di sfiducia che ha fatto decadere il sindaco Angelo D'Agate e l'intero Consiglio comunale. «È stato lui a confermarci che l'asilo per il momento rimarrà chiuso - conferma a MeridioNews Federica Patanè, avvocata e mamma - e non ha saputo nemmeno dirci se e quando riaprirà». Dietro la sospensione del servizio c'è la mancanza della copertura finanziaria che non ha permesso nemmeno l'emissione del nuovo bando per l'affidamento da parte dell'ente.

«Nel bilancio comunale - spiega la donna - infatti, non sono state stanziate somme per l'asilo nido. D'altra parte, per l'utilizzo di fondi diversi che sarebbero disponibili serve un'autorizzazione che la Regione deve richiedere al ministero. Da quanto ci ha riferito il commissario - aggiunge Patanè - questo passaggio ci sarebbe già stato proprio negli scorsi giorni». A maggio, dal Comune di Adrano è partita la richiesta all'assessorato regionale alla Famiglia per ottenere l'autorizzazione a utilizzare circa 200mila euro di somme residue relative al fondo Servizi per la prima infanzia. Una cifra che sarebbe sufficiente per finanziare il nuovo bando per affidare il servizio di gestione dell'asilo nido per un periodo di dieci mesi per sei ore al giorno per cinque giorni a settimana. «Dalla Regione - lamentano i genitori - dopo quasi quattro mesi, non è ancora arrivata nessuna risposta e il Comune, che si trova il gestione provvisoria, non può nemmeno attingere a fondi di riserva perché l'asilo non è considerato un servizio indispensabile». E così è rimasto chiuso (mentre avrebbe dovuto riaprire dall'1 settembre, dopo la pausa estiva) creando disagi a mamme e papà che sono stati avvisati solo qualche giorno prima da un messaggio sul gruppo WhatsApp inviato dalle referente delle maestre. 

«Basta giochi sulla pelle delle famiglie di Adrano - dichiara a MeridioNews il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava - Non è più ammissibile e tollerabile questo gioco delle parti in regione, magari per aspettare l’avvio della campagna elettorale (Adrano è tra i Comuni del Catanese che andranno al voto a ottobre, ndr) per vantarsi di qualcosa che andava risolto ben prima di settembre. La Regione - aggiunge il deputato - dica chiaramente se e quando ha fornito al ministero la richiesta per lo sbocco dei fondi per consentire l’operatività all’asilo di Kurdi Adrano. Assumendosi la responsabilità per i ritardi e chiedendo scusa alla comunità intera».

Nella lettera inviata alla ministra Bonetti, i genitori hanno riassunto la vicenda. Aperto nel 2016, con tanto di servizio mensa e un'area giochi esterna ben curata, «l'asilo nido comunale - si legge - ha chiuso nell’indifferenza generale, nonostante i nostri appelli. È una vera isola felice nella nostra città che dà lavoro anche a 13 donne tra operatrici, maestre, ausiliarie e cuoche». Un servizio, finanziato in parte con fondi pubblici e in parte con il contributo degli utenti, che il Comune esternalizza con un bando che viene rinnovato di anno in anno. «Qualcosa di certo non ha fin qui funzionato - hanno scritto i genitori nell'appello indirizzato al ministero - e a farne le spese siamo noi cittadini, noi genitori e soprattutto i nostri bambini. Siamo qui, pertanto, a chiederle di fare tutto il possibile per autorizzare la richiesta dei fondi avanzata per far ripartire un servizio che è essenziale». Una richiesta che, se accolta, potrebbe intanto risolvere la situazione attuale ma «non siamo come quelli che guardano il dito che punta, anziché la luna - conclude Patanè - Stiamo mettendo una piccola toppa a un buco molto grande. Rimane grave la mancanza di un investimento serio e di una progettualità pluriennale del nido comunale». 

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