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Muos, denuncia per lo stop alla revoca
«Il dirigente regionale ha detto il falso»

L'associazione Rita Atria ha presentato una denuncia alla procura di Palermo nei confronti di Gaetano Gullo, il dirigente regionale che ha firmato l'annulamento della revoca delle autorizzazioni per l'impianto Usa. «Nel provvedimento riporta solo una parte della relazione dell'Iss da cui si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno male, omettendo le conclusioni, dove si sottolinea che si tratta di pura teoria», spiega l'avvocato D'Antona. L'accusa è di falso in atto pubblico. Venerdì manifestazione a Niscemi

Salvo Catalano

Si moltiplicano i filoni giudiziari della vicenda Muos, l'impianto miltare Usa di telecomunicazioni satellitare in costruzione a Niscemi. L'associazione Rita Atria, tramite il suo legale Goffredo D'Antona, ha denunciato alla Procura di Palermo il dirigente della Regione Gaetano Gullo. Sul decreto che annulla la revoca delle autorizzazioni alla costruzione dell'impianto, dando di fatto il via libera alla prosecuzione dei lavori, non c'è la firma del governatore Rosario Crocetta, ma la sua. L'accusa è di falso in atto pubblico. «Nel provvedimento - spiega l'avvocato D'Antona - a sostegno della decisione di annullare la revoca, il dirigente riporta solo una parte della relazione dell'Istituto superiore di sanità. Estrapola il testo da cui si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno male alla salute, omettendo le conclusioni, dove l'Iss sottolinea che si tratta di pura teoria, da verificare in concreto e che, infine, quanto affermato non può essere usato a fini autorizzativi».

Questa denuncia arriva poco tempo dopo l'esposto alla procura di Caltagirone, sempre da parte dell'associazione Rita Atria, per accertare se, come anticipato dal giornalista Antonio Mazzeo, i lavori per la costruzione del Muos nella base statunitense di Niscemi siano iniziati davvero tre anni prima del rilascio delle autorizzazioni necessarie da parte della Regione Sicilia e come mai nessuno ha chiesto conto di questa mancanza. «Il Tar di Palermo, respingendo il ricorso del Ministero della Difesa - aggiunge D'Antona - aveva sottolineato che non si poteva andare avanti senza la prova assoluta e concreta della non nocività del sistema Muos. E questa prova l'Iss non se l'è sentita di darla, non si è assunta questa responsabilità». Di conseguenza, denuncia l'associazione Rita Atria, «quanto dichiarato, riportato dal dirigente è assolutamente falso. E la falsità non promana da una querelle tra scienziati (che pure sussiste ma non è questa la sede ove discernere) ma dalla relazione stessa. Ed invero i tecnici dell’Iss riportano quanto trascritto dal Gullo, ma con molta onestà concludono la loro relazione, con un enorme ed insuperabile dubitativo».

L'associazione chiede quindi di fermare i lavori del Muos, «la cui ultimazione - concludono - sarebbe consentita da una autorizzazione idelogicamente falsa, infondata, non rispettosa del dettame del Tar Sicilia, sulla certezza assoluta della non nocività». La stessa richiesta che si alzerà forte dalle strade di Niscemi venerdì pomeriggio, 9 agosto, in occasione della manifestazione indetta dal Coordinamento Regionale dei No Muos. L'ultima, sostengono alcuni attivisti, prima che le tre parabole vengano issate sui blocchi di cemento.

E proprio oggi, in contrada Ulmo, due persone sono state denunciate dagli agenti del commissariato di Niscemi con l'accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I due, infatti, una 39enne di Trapani e un 32enne di Niscemi, sarebbero stati scoperti dopo avere collocato una serie di tavole di legno chiodate al centro della carreggiata di una strada sterrata che conduce alla stazione militare. L'uomo avrebbe dichiarato alla polizia che si trovava nella riserva naturale della sughereta per raccogliere frutti di bosco.

 

 

 

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