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Da polizia del cittadino a polizia del sovrano
Come cambiano le forze di sicurezza

Nel gennaio 2012 i sociologi Pietro Saitta e Charlie Barnao pubblicavano uno studio su autoritarismo e personalità fasciste nelle forze armate italiane. In particolare il caso della Folgore scatenò duri attacchi nei confronti dei due studiosi. Entro l'anno sarà pronta una versione inglese più approfondita da cui emerge una differenza tra poliziotti con background civile e quelli, più giovani, con formazione militare. «Una spaccatura generazionale che sta trasformando le forze di sicurezza», spiega uno degli autori. E i cui effetti sono riscontrabili sui fronti caldi: dalla Tav al Muos

Salvo Catalano

La Folgore fabbrica fascisti. Attorno a questa tesi, sintesi riduttiva estrapolata dallo studio «Autoritarismo e costituzione di personalità fasciste nelle forze armate italiane: un’autoetnografia», scritto dai sociologi Pietro Saitta e Charlie Barnao, meno di un anno fa si scatenò un acceso dibattito. Il quotidiano Il Giornale attaccò gli autori del saggio; alcuni militari del reparto paracadutisti crerono un sito e lanciarono una petizione per difendersi dalle accuse; l'Università di Messina, responsabile del Centro Interuniversitario per le ricerche sulla Sociologia del Diritto, dell’informazione e delle Istituzioni Giuridiche che aveva pubblicato lo studio, si affrettò a ritirarlo scusandosi per il mancato controllo. Ma Saitta, che continua a fare il ricercatore nell'ateneo siciliano, e Barnao, sociologo all'Università di Catanzaro ma con un passato proprio nella Folgore, sono andati avanti ed entro l'anno la loro analisi verrà pubblicata nella versione inglese, con ulteriori approfondimenti e interviste ad ex militari. Nuovo materiale a sostegno della loro ipotesi, che va ben oltre il rapporto che legherebbe la Folgore al fascismo, inteso nella sua accezione psicologica e non politica, e che intende aprire una riflessione sulla trasformazione che sta avvenendo all'interno dell'apparato di sicurezza italiano, sempre più militarizzato. Mutamento che si riscontrerebbe nella gestione dei fronti caldi: dalla Tav al Muos di Niscemi.

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